PIATTAFORMA

Dal Network Frontiere Digitali (www.frontieredigitali.net).

Indice

Alcune Proposte Concrete

Elenco provvisiorio ed incompleto

  1. Riforma della SIAE, od in subordine la fine del monopolio della Siae per la tutela del diritto d'autore, eliminazione dell'obbligo del bollino SIAE.
  2. Impedire qualsiasi forma di controllo e di schedatura singola e di massa in rete, abolizione della Legge Pisanu almeno sulla parte riguardante il controllo dell'accesso ad internet
  3. Rifiuto di qualsiasi ipotesi di legittimazione della violazione della privacy degli utenti per tutelare la "proprietà intellettuale"
  4. Abolizione della Legge Urbani, (emendare soprattutto il punto riguardante gli scopi dell'eventuale "reato", ripristino della dicitura scopo di lucro al posto di scopo di profitto)
  5. Adozione Formati Open Standard (ODF), rispetto del vincolo di interoperabilità dei formati dei dati in tutti i sistemi informatici della Pubblica Amministrativi. In particolare (ma non esclusivamente) per quelle parti della pubblica amministrazione, (ministero della difesa, ecc.) che gestendo dati sensibili, segreti e dalla cui segretezza dipende la sicurezza dello stato.
  6. Adozione di software non proprietario per la pubblica amministrazione, per motivi sia economici che di sicurezza (vedi sopra).
  7. Politiche più accentuate di migrazione verso l'Open Source, a cominciare dalla Pubblica Amministrazione
  8. Politiche di Adozione del Software Libero nelle Scuole
  9. Fine del riconoscimento legale dei corsi di formazione su prodotti software con licenze proprietarie.
  10. Vincolo di adozione licenza Creative Commons per le opere finanziate dallo Stato.
  11. Riduzione del "tempo di vita" del diritto d'autore, richiedere una "microtassa" o meglio un "miniticket" annuale per rinnovarne la titolarità e ottenere che l'opera torni nel pubblico dominio se non viene pagata.
  12. Massimo sviluppo del WiFi, liberalizzazione del segnale per scopi non direttamente commerciali..
  13. Creazione archivi aperti a cominciare dalle pubblicazioni scientifiche, per mettere in circolo più idee e più conoscenza

Tavolo Software e Formati

Noi vogliamo una legge che promuova il software libero. Noi vogliamo libertà di scelta. Noi vogliamo che una legge riconosca la licenza con cui il software libero viene scambiato, la GPL, della Free Software Foundation.

Noi chiediamo più precisamente:

  • Che la PA utilizzi esclusivamente, per lo svolgimento delle proprie attività, programmi il cui il codice sorgente sia accessibile. Che i dipendenti della PA che per motivi di ufficio abbiano a che fare con software libero, siano adeguatamente formati, seguendo corsi e seminari. Se non é possibile utilizzare software libero per una determinata attività, la PA deve motivare adeguatamente la scelta e deve rispondere dell'eventuale aggravio economico che scaturisce dalla scelta di software proprietario. Che si costituisca un Garante per il software libero che abbia il compito di vegliare circa l'effettivo utilizzo di software liberi e di formati liberi
  • Che chiunque svolga un'attività pubblica e/o di pubblicità su internet o attraverso altri canali di comunicazione digitali utilizzi formati liberi.
  • Che tutte le opere digitali finanziate con denaro dello stato o della comunità europea siano scritte con software libero e restituiscano come risultato, documenti in formato libero.
  • Che lo stato incentivi, predisponendo mezzi e risorse, la ricerca scientifica e la formazione scolastica attraverso l'uso di software libero. La ricerca ed il software libero sono intimamente connessi. La ricerca è collaborazione. Il software libero nasce da quella.

Proposte E-Gov

  • PAFlow è software libero per il protocollo informatico e la gestione dei flussi documentali in una Pubblica Amministrazione.

Realizzato interamente con tecnologie web, integra, secondo un'architettura modulare, un motore di workflow (OpenFlow), un application server (Zope), un gestore documentale e un database relazionale per offrire servizi innovativi ed elevate prestazioni.

Proposte per un Nuovo Diritto d'Autore.

Proposte complementari al diritto d'autore attualmente vigente.

  • Modifiche alla legge vigente sul diritto d'autore:
    • Maggiore definizione dei diritti degli autori sugli editori.
    • Riconoscere agli autori maggiore potere contrattuale nei confronti degli editori. L'autore dovrebbe avere di diritto e di fatto il potere di controllare i diritti patrimoniali anche dopo la stipula di un contratto con un editore.
    • Maggiore definizione dei diritti dei fruitori su autori ed editori (diritti di giusto utilizzo). in particolare quelli che riguardano gli scopi divulgativi e formativi.
    • Partendo dal presupposto che non può essere creato nulla di nuovo senza partire da ciò che già esiste, occorre stabilire maggiori libertà (e regole di attribuzione della paternità e di citazione delle fonti) per la citazione, la contaminazione, il remix di opere esistenti.
    • Adozione del Public Domain Enhancement Act proposto da Lawrence Lessig per ridurre il numero di opere non più in commercio non accessibili a causa del diritto d'autore.
  • Riforma della Siae:
    • Modifica dello statuto Siae affinché sia garantita agli autori la possibilità di rinunciare liberamente ad alcuni diritti sulle proprie opere, ad esempio attraverso l'adozione di licenze con "alcuni diritti riservati" come la Gnu-Gpl e le Ccpl (Creative Commons public license). In particolare sarebbe opportuno che la Siae riconosca nel proprio statuto il diritto degli autori di consentire la copia, la distribuzione, l'esecuzione e/o la modifica libere e gratuite di alcune loro opere, per tutti i fini o solo per alcuni fini. Ad esempio, un musicista iscritto alla Siae, per quanto riguarda un proprio brano, dovrebbe essere libero di consentirne la copia, la distribuzione e l'esecuzione per scopi esclusivamente non commerciali. Nei casi in cui un privato lo copi per uso personale o un'associazione no profit lo esegua durante una campagna di raccolta fondi, gli ispettori Siae dovrebbero riconoscere la legittimità di queste azioni e non perseguirle. Invece, nel caso in cui una multinazionale utilizzi il suddetto brano per una pubblicità commerciale, gli ispettori Siae dovrebbero riscuotere le royalties a favore del proprio iscritto.
    • Fine del monopolio della Siae e libera concorrenza tra associazioni di autori ed editori. Gli autori dovrebbero essere liberi di associarsi, così come gli editori e i fruitori delle opere (che ora sono i meno rappresentati).
    • Valutare l'abolizione dell'obbligo del bollino Siae.
    • Eliminazione o modifica del compenso per "copia privata" (http://www.siae.it/utilizzaopere.asp?link_page=MusicaMFV_CopiaPrivataNormativa.htm&open_menu=yes) che "si applica a tutti i supporti di registrazione vergini, analogici e digitali, dedicati (audio e video) e non dedicati comunque idonei alla registrazione di fonogrammi e videogrammi" . Questa tassa, in quanto generalizzata a tutti i supporti vergini, si applica ingiustamente anche alle copie di opere di pubblico dominio, a opere per le quali é liberamente consentita la copia (ad esempio il software libero), a copie di backup o archiviazione consentite dai diritti di giusto utilizzo (fair use), alle copie di opere di effettuate dallo stesso autore dell'opera (che ne detiene i diritti patrimoniali) ecc.
    • Permettere l'esecuzione di opere di autori non iscritti alla Siae in trasmissioni della Rai.
  • Modifica sostanziale della Legge Urbani:
    • ritorno al concetto di non punibilità penale per azioni eseguite non a scopo di lucro (ricambiando il concetto di "scopo di profitto").
    • Eliminazione delle conseguenze penali (e amministrative?) per il File Sharing non a scopo di lucro (a uso personale).
  • Abbassamento dell'Iva e dei prezzi delle opere intellettuali.
  • Biblioteca universale. Incentivazione statale alla digitalizzazione ad alta qualità del patrimonio storico e culturale italiano di pubblico dominio, con lo scopo di renderlo liberamente e gratuitamente accessibile. * abolizione dell'obbligo di deposito del 'sito web' presso le biblioteche nazionali. L'obbligo di deposito potrebbe essere obbligatorio solo per i siti di interesse che stanno per essere chiusi definitivamente, con l'obiettivo di creare un archivio storico.
  • Adozione di licenze con "alcuni diritti riservati" (come la Gnu-Gpl e le Creative Commons) per i dati, le informazioni e le opere realizzate interamente (o principalmente) attraverso soldi pubblici. Discussione sulle proposte del progetto Scarichiamoli! (http://www.scarichiamoli.org/main.php?page=home). Un esempio di tipologie di dati, informazioni e opere a cui potrebbe essere applicato questo principio sono gli Archivi audiovisivi della Rai.
    • Geodati. Libero accesso e distribuzione attraverso formati aperti (ad esempio svg e xml) dei dati cartografici aggiornati e in generale ai dati raccolti dalle amministrazioni pubbliche. Si pensi ad un database liberamente aggiornabile di mappe in formato svg (nazioni, regioni, province, città ecc.), di foto satellitari ecc. Le Università posseggono questi dati, ma spesso l'ultimo aggiornamento é obsoleto. La libera collaborazione basata sul modello del software libero potrebbe incentivare l'aggiornamento di questi dati. Sostegno al progetto Accesso libero ai dati cartografici raccolti dallo Stato (http://okfn.org/geo/manifesto.it.php).
    • Dati pubblici aggiornati. Ad esempio basi dati xml strutturati dei nomi e dei dati delle regioni, dei comuni e dei cap, ufficialmente aggiornati e garantiti per la correttezza delle informazioni contenute, liberamente accessibili e copiabili per fini anche commerciali. La piattaforma ideale per ospitare alcune informazioni potrebbe essere il Progetto geografia di Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:WikiProject/Geografia). Si osservi la tabella a destra della pagina di Wikipedia riguardante il Comune di Roma (http://it.wikipedia.org/wiki/Roma).
    • Pubblicazioni per la promozione turistica. La copia, la distribuzione e la modifica libere anche per fini non commerciali oltre a incrementale il patrimonio culturale libero potrebbe favorire la promozione turistica a vantaggio delle economie locali. Si osservi a tale proposito il progetto Wikitravel (http://wikitravel.org/en/Main_Page).
  • Incentivazione della creazione di accessi pubblici al sapere gratuito e condiviso (biblioteche, portali web ecc. a gestione pubblica e/o privata) attraverso i quali siano possibili la libera copia, distribuzione ed esecuzione delle suddette opere prodotte con soldi pubblici e delle opere di pubblico dominio, ormai libere da diritto d'autore
  • Sostegno alla campagna Non pago di leggere (http://www.nopago.org/), contro il prestito a pagamento nelle biblioteche pubbliche.

Tavolo Diritto d'Autore

Proposte di metodo

  • Costituzione di una commissione sulla riforma del diritto d'autore, dei regolamenti applicativi della legge sul diritto d'autore da parte della Siae, della stessa Siae e della legge Stanca. La commissione sarà istituita presso il Ministero dell'innovazione tecnologica, di concerto con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e con il Ministero dell'istruzione, Università e Ricerca (Miur). Sarebbe auspicabile la presenza all'interno della commissione sia delle associazioni che negli ultimi anni hanno assunto un ruolo determinante sui temi dell'accesso libero alla cultura (ad esempio associazioni sindacali, Associazione software libero, Creative Commons, Electronic Frontier Foundation, Free software foundation, Il secolo della rete, iQuindici, Liber Liber, Linuxclub, Wikimedia Italia, ecc.) che dei rappresentanti di autori, editori, distributori e fruitori delle opere intellettuali.
  • Istituzionalizzazione del modello multi stake-holder. Gli stake-holder sono tutti i possibili portatori di interesse. La commissione dovrebbe dotarsi di una struttura multi stake-holder (ad esempio un tavolo cooperante) che accompagni in tutte le fasi il processo di revisione e implementazione delle proposte.
  • Gruppi di lavoro partecipati. La struttura multi stake-holder dovrebbe a sua volta relazionarsi con dei gruppi di lavoro aperti che usfruiscono di una piattaforma web per la discussione, la redazione e la revisione dei contributi finalizzata alla realizzazione di un documento condiviso.
  • La piattaforma web. Tutti i documenti prodotti dalla commissione, in tutte le diverse fasi, dovranno essere pubblicati in tempo reale sulla piattaforma web, in modo da assicurare la massima trasparenza assicurando adeguate regole di approvazione e rifiuto dei contributi pervenuti e garantendone la libera copia, distribuzione e modifica. Il modello wiki rappresenta l'applicazione pratica di questi principi.

Elenco sintetico delle PROPOSTE elaborate

  • Impedire qualsiasi forma di controllo e di schedatura singola e di massa in rete, abolizione della Legge Pisanu almeno sulla parte riguardante il controllo dell'accesso ad internet
  • Rifiuto di qualsiasi ipotesi di legittimazione della violazione della privacy degli utenti per tutelare la "proprietà intellettuale"
  • Adozione Formati Open Standard (ODF), rispetto del vincolo di interoperabilità dei formati dei dati in tutti i sistemi informatici della Pubblica Amministrativi. In particolare (ma non esclusivamente) per quelle parti della pubblica amministrazione, (ministero della difesa, ecc.) che gestendo dati sensibili, segreti e dalla cui segretezza dipende la sicurezza dello stato.

Adozione Formati Open Standard per ogni attività pubblica su internet o attraverso altri canali di comunicazione digitali

  • Politiche più accentuate di migrazione verso l'Open Source,

Adozione di software non proprietario per la pubblica amministrazione, per motivi sia economici che di sicurezza (vedi sopra).

  • Politiche di Adozione del Software Libero nelle Scuole
  • Fine del riconoscimento legale dei corsi di formazione su prodotti software con licenze proprietarie.
  • Vincolo di adozione licenza libera per tutte le opere software finanziate con denaro dello stato o della comunità europea, obbligo della restituzione dei documenti in formato libero.
  • Riduzione del "tempo di vita" del diritto d'autore, richiedere una "microtassa" o meglio un "miniticket" annuale per rinnovarne la titolarità e ottenere che l'opera torni nel pubblico dominio se non viene pagata.
  • Massimo sviluppo del WiFi, liberalizzazione totale del segnale per scopi non direttamente commerciali.
  • Creazione archivi aperti a cominciare dalle pubblicazioni scientifiche, per mettere in circolo più idee e più conoscenza
  • Incentivazione della ricerca scientifica e la formazione scolastica attraverso l'uso di software libero.

Proposte complementari al diritto d'autore attualmente vigente.

Modifiche alla legge vigente sul diritto d'autore:

  • Maggiore definizione dei diritti degli autori sugli editori. + Riconoscere agli autori maggiore potere contrattuale nei confronti degli editori. L'autore dovrebbe avere di diritto e di fatto il potere di controllare i diritti patrimoniali anche dopo la stipula di un contratto con un editore.
  • Maggiore definizione dei diritti dei fruitori su autori ed editori (diritti di giusto utilizzo). in particolare quelli che riguardano gli scopi divulgativi e formativi.
  • Partendo dal presupposto che non può essere creato nulla di nuovo senza partire da ciò che già esiste, occorre stabilire maggiori libertà (e regole di attribuzione della paternità e di citazione delle fonti) per la citazione, la contaminazione, il remix di opere esistenti.
  • Adozione del Public Domain Enhancement Act proposto da Lawrence Lessig per ridurre il numero di opere non più in commercio non accessibili a causa del diritto d'autore.
  • Riforma della SIAE, od in subordine la fine del monopolio della Siae per la tutela del diritto d'autore, eliminazione dell'obbligo del bollino SIAE.
  • Modifica dello statuto Siae affinché sia garantita agli autori la possibilità di rinunciare liberamente ad alcuni diritti sulle proprie opere, ad esempio attraverso l'adozione di licenze con "alcuni diritti riservati" come la Gnu-Gpl e le Ccpl (Creative Commons public license).

La Siae deve riconoscere nel proprio statuto il diritto degli autori di consentire la copia, la distribuzione, l'esecuzione e/o la modifica libere e gratuite di alcune loro opere, per tutti i fini o solo per alcuni fini.

  • Fine del monopolio della Siae e libera concorrenza tra associazioni di autori ed editori. Gli autori dovrebbero essere liberi di associarsi, così come gli editori e i fruitori delle opere (che ora sono i meno rappresentati).
  • discrezionalità dell'autore nella scelta del tipo di tutela che vuole dare alla sua opera
  • prevedere la possibilità che il copyright - qualora sia scelto dall'autore nella forma classica - possa essere sospeso se l'opera per cui vuole essere utilizzato il brano tutelato ha scopi didattici, educativi, civici e ASSOLUTAMENTE non commerciali ("fair use"). Rifacendosi all'art 42 della costituzione
  • Valutare l'abolizione dell'obbligo del bollino Siae.
  • Eliminazione o modifica del compenso per "copia privata" che "si applica a tutti i supporti di registrazione vergini, analogici e digitali, dedicati (audio e video) e non dedicati comunque idonei alla registrazione di fonogrammi e videogrammi" .
  • Permettere l'esecuzione di opere di autori non iscritti alla Siae in trasmissioni della Rai.

Modifica sostanziale della Legge Urbani, cancellare soprattutto il punto riguardante gli scopi dell'eventuale "reato"; eliminazione delle conseguenze penali per il File Sharing non a scopo di lucro (a uso personale).

  • Abbassamento dell'Iva e dei prezzi delle opere intellettuali.

Biblioteca universale. Incentivazione statale alla digitalizzazione ad alta qualità del patrimonio storico e culturale italiano di pubblico dominio, con lo scopo di renderlo liberamente e gratuitamente accessibile. * abolizione dell'obbligo di deposito del 'sito web' presso le biblioteche nazionali. L'obbligo di deposito potrebbe rimanere solo per i siti di interesse che stanno per essere chiusi definitivamente, con l'obiettivo di creare un archivio storico.

  • Vincolo di adozione licenza Creative Commons per le opere artistiche e culturali finanziate dallo Stato.
  • Adozione di licenze con "alcuni diritti riservati" (come la Gnu-Gpl e le Creative Commons) per i dati, le informazioni e le opere realizzate interamente (o principalmente) attraverso soldi pubblici. Discussione sulle proposte del progetto Scarichiamoli! (http://www.scarichiamoli.org/main.php?page=home).
  • Un esempio di tipologie di dati, informazioni e opere a cui potrebbe essere applicato questo principio sono gli Archivi audiovisivi della Rai.

Geodati. Libero accesso e distribuzione attraverso formati aperti (ad esempio svg e xml) dei dati cartografici aggiornati e in generale ai dati raccolti dalle amministrazioni pubbliche. Incentivazione della creazione di accessi pubblici al sapere gratuito e condiviso (biblioteche, portali web ecc. a gestione pubblica e/o privata) attraverso i quali siano possibili la libera copia, distribuzione ed esecuzione delle suddette opere prodotte con soldi pubblici e delle opere di pubblico dominio, ormai libere da diritto d'autore

Sostegno alla campagna Non pago di leggere (http://www.nopago.org/), contro il prestito a pagamento nelle biblioteche pubbliche.

tavolo diritto d'autore Proposte di metodo

  1. Costituzione di una commissione sulla riforma del diritto d'autore, dei regolamenti applicativi della legge sul diritto d'autore da parte della Siae, comprendente rappresentanti del Ministero dell'innovazione tecnologica, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e Ministero dell'istruzione, Università e Ricerca (Miur), con presenza sia delle associazioni che negli ultimi anni hanno assunto un ruolo determinante sui temi dell'accesso libero alla cultura che dei rappresentanti di autori, editori, distributori e fruitori delle opere intellettuali.
  2. Istituzionalizzazione del modello multi stake-holder. Gli stake-holder sono tutti i possibili portatori di interesse. La commissione dovrebbe dotarsi di una struttura multi stake-holder (ad esempio un tavolo cooperante) che accompagni in tutte le fasi il processo di revisione e implementazione delle proposte.
  3. La piattaforma web. Tutti i documenti prodotti dalla commissione, in tutte le diverse fasi, dovranno essere pubblicati in tempo reale sulla piattaforma web, in modo da assicurare la massima trasparenza assicurando adeguate regole di approvazione e rifiuto dei contributi pervenuti e garantendone la libera copia, distribuzione e modifica. Il modello wiki rappresenta l'applicazione pratica di questi principi.
  4. Raccogliere in generale la sfida multi-stakeholder, assumendo questo approccio come modello di interlocuzione con la società civile (v. modello WSIS e nozione di "tavoli deliberanti);
  5. strutturare, finanziare e implementare piattaforme di partecipazione in grado di interfacciare le istituzioni di diverso livello e di stesso livello fra loro, e del istituzioni ed i cittadini (la sussidiarietà sociale), al fine sia di migliorare ed aumentare la partecipazione, sia di rendere più efficace ed efficiente l'amministrazione della cosa pubblica;
  6. allocare le risorse necessarie per assicurare (ed in ultima istanza realizzare) la partecipazione;
  7. finanziare e strutturare piattaforme di trasparenza dell'azione politica, in particolare degli eletti (v. modello inglese): un esempio è stato presentato ieri grazie al progetto www.openpolis.it
  8. ridurre la frattura digitale (politiche di accesso, con un'attenzione a tutte le classi sociali ed in particolare a tutte quelle svantaggiate: giovani, anziani, disoccupati, portatori di handicap etc
  9. abbassare la soglia di accesso al mercato dei contenuti;
  10. creare e finanziare piattaforme di sviluppo locale tramite le ICT;
  11. sostenere la ricerca di base, sostenere la ricerca ad ogni livello, puntando sulle eccellenze esistenti;
  12. sostenere e sviluppare i processi di governance attraverso apposite piattaforme (in applicazione del principio di sussidiarietà orizzontale e verticale);
  13. garantire forme di integrazione del reddito in modo diretto ed indiretto: i ponti di partenza possono essere il reddito di formazione e di cittadinanza e la questione abitativa.
  14. Adozione progetti come Il Testo Unico di Facoltà per la diffusione e la disponibilità dei testi universitari.
Strumenti personali