Il diritto d’autore, riassunto e spunti

Da FrontiereDigitali.
  • 23 luglio 2007 - Canovaccio di discorso a braccio per la tavola rotonda “Il fair use in Italia”, Roma, 25 luglio 2007

Data una certa confusione attorno alla vicenda, anche nelle varie testate giornalistiche che l'hanno trattata (Panorama, Il Manifesto, e così via), vorrei proporre un breve riassunto ed alcune azioni pratiche riguardo la mia inchiesta sulla "Libertà di panorama" che tanto clamore ha suscitato. Mi scuso fin d'ora per le varie imprecisioni formali, ma lo scopo di questo mio intervento vuole essere prettamente divulgativo, fornirò comunque i riferimenti per un'analisi più approfondita.

I fatti

Agli inizi di gennaio di quest’anno, la Soprintendenza per il Polo Museale di Firenze, ha inviato una diffida formale alla nota enciclopedia online Wikipedia, nella quale si chiedeva l’eliminazione di tutte le fotografie di opere presenti nei musei di Firenze. Questa diffida si basava prevalentemente su quanto previsto dal “Codice dei beni culturali e del paesaggio” emanato il 22 gennaio 2004 dall’allora ministro dei beni culturali Giuliano Urbani. Vorrei ricordare che, secondo una ricerca datata giugno 2007 (fonte Nielsen/NetRating), Wikipedia è il sito più utilizzato al mondo per il reperimento di informazioni.

Il codice dei beni culturali e del paesaggio

Questo decreto legge, in sostanza, dice che: per effettuare riprese fotografiche di Beni culturali di proprietà dello Stato o in consegna a Enti pubblici, o che siano stati dichiarati di interesse culturale, è necessario il rilascio di un’esplicita autorizzazione. Inoltre, quando tali riprese sono di carattere "professionale" è richiesto in alcuni casi anche il pagamento di "canoni".

Questa norma ha comportato – nella pratica – il divieto nella maggioranza dei musei italiani di scattare fotografare o girare filmati.

Ciò significa che in un qualsiasi sito al mondo in cui si parla, per esempio, dell’Annunciazione di Leonardo (Uffizi, Firenze), è vietato pubblicare la fotografia del quadro senza autorizzazione. Immaginiamo ora il turista americano o cinese intento ad organizzare una vacanza in Europa: prima di decidere se recarsi agli uffizi di Firenze o al Louvre di Parigi cercherà molto probabilmente sul web qualche opera da selezionare. Ebbene, non ne troverà nemmeno una italiana: dove andrà?

Questo, evidentemente, è un danno per la promozione dei Beni Culturali italiani e del turismo, più che una tutela per il museo e l’eventuale detentore dei diritti.

Ma torniamo alla descrizione dei fatti. A seguito della diffida del Polo Museale, gli utenti della Wikipedia italiana hanno ovviamente eliminiato tutte le fotografie delle opere nei musei di Firenze.

Attenzione, però: in linea teorica, le fotografie avrebbero dovuto essere eliminate non solo dalla Wikipedia italiana, ma da tutti i siti e da tutte le Wikipedie del mondo non in possesso di una dichiarazione esplicita. Questo chiaramente non è accaduto, ma paradossalmente potrebbe accadere, poiché la diffida all’uso delle fotografie è ufficiale e proviene dall’Ente Pubblico che, stando alla legge, può emetterla.

Dopo queste cancellazioni, dicevo, su Wikipedia si è animato un ampio dibattito, fino ad arrivare alla decisione di cancellare le fotografie raffiguranti le opere architettoniche collocate in Italia, di progettisti ancora in vita o morti da meno di 70 anni. Questo, però, non a causa del “codice dei beni culturali e del paesaggio”, ma delle Legge sul diritto d’autore attualmente in vigore (n. 633 del 1941). Perché?

La legge 633/1941 sul diritto d’autore

Sono tutelate dal diritto d’autore: le opere letterarie, fonografiche (la musica), audiovisive, del disegno… ed anche le opere della scultura e dell’architettura (art. 2). L’autore ha il “diritto esclusivo di riproduzione in qualsiasi forma”, inclusa quella fotografica (artt. 12 e 13). Tali diritti rimarranno in vigore per 70 anni dopo la morte dell’autore (Capo III, Sezione III).

In parole semplici questo significa una sola cosa: non è possibile riprodurre fotograficamente quasi tutta l’architettura novecentesca italiana. L’Auditorium Parco della Musica, le stazioni della metropolitana di Napoli, il Pirellone… non possono essere riprodotti liberamente sul web.

La legge fortunatamente prevede anche alcune deroghe per le testate giornalistiche e per l’uso personale (Capo V), mentre l’art. 70 afferma che: la riproduzione è “libera se effettuata per uso di critica o di discussione”, ma “purché non costituisca concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera”.

Qui è il nocciolo della questione. Cos'è la “concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera”? Si può dire che la pubblicazione libera e gratuita su Internet di un’opera faccia “concorrenza all’utilizzazione economica”? Ebbene: sì. E vi sono già episodi ben precisi, come quello del sito didattico “Homolaicus.com” al quale la SIAE ha richiesto quasi 5000 euro per diritti non pagati. A questo caso si aggiungo i tanti, e ben noti, sulla diffusione di brani musicali, anch'essi protetti dalle medesime norme che tutelano le opere architettoniche.

Riassumendo

Visto quanto premesso, la situazione è la seguente:

  • Codice dei Beni Culturali: Tutte le fotografie di opere custodite nei musei italiani, per essere pubblicate hanno necessità di un’autorizzazione e, in alcuni casi, del pagamento di un canone.
  • Legge sul diritto d’autore: Le fotografie di opere architettoniche pubbliche o private di progettisti morti da meno di 70 anni non possono essere dotate di licenza libera. Questo perché la maggioranza delle licenze libere prevede il riutilizzo anche per fini commerciali.
  • Legge sul diritto d’autore: Le fotografie di opere architettoniche pubbliche o private di progettisti morti da meno di 70 anni non possono essere inserite all’interno di un sito internet che, per esempio, utilizzi qualche banner o raccolta fondi per autofinanziarsi. Perché potrebbe “costituire concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera” o, peggio, “scopo di lucro” (si veda il caso homolaiucs.com).
  • Legge sul diritto d’autore: Le fotografie di opere architettoniche pubbliche o private di progettisti morti da meno di 70 anni non possono nemmeno essere pubblicate su internet poiché, di nuovo, c’è il rischio che “costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera”, e il detentore dei diritti potrebbe sporgere denuncia. Se così non fosse, anche i brani musicali potrebbero essere riprodotti per scopo di discussione o critica: ma – nella pratica – così non è.

Proposte

Senza la pretesa di ergermi a portavoce di nessuno, mi permetto di parlare al plurale anche a nome dei colleghi con cui condivido, fra l'altro, il lavoro nelle testate per cui scrivo. La legge italiana sul diritto d'autore, pur giovandosi di un impianto estremamente moderno e democratico per l'epoca in cui venne vagliata (1941), necessita oggi di quegli aggiornamenti fisiologici dettati dall'evoluzione tecnologica e culturale della società.

È necessario:

  • Valutare l’introduzione in Italia del cosiddetto “fair use”, dottrina in vigore negli Stati Uniti da anni che permette la riproduzione delle opere per scopi culturali senza rischi legali.
  • Introdurre quella “libertà di panorama” prevista dalla maggioranza degli stati occidentali che permette di fotografare e riprodurre liberamente quantomeno le statue e le opere architettoniche collocate nel nostro territorio.

È importante capire che non si tratta di non tutelare i diritti degli autori, e nemmeno di non finanziare equamente l’arte e la creatività italiana: ma, al contrario, si tratta di sostenerla. Di sostenere la libertà dei cittadini italiani di disporre del proprio patrimonio artistico e culturale.

E non è nemmeno una questione di “destra” o di “sinistra”: è trasversale alle forze politiche. Da un lato ci sono le sensibilità di sinistra, che guardano alla libertà sociale, alla diffidenza verso le coercizioni legali; dall’altra quelli di destra, che mirano alla promozione dell’italianità e del nostro inestimabile patrimonio culturale nel mondo; dall’altro lato ancora quelle liberali, che malguardano alle gabelle e ai lacciuoli burocratici.

Questa può essere l’occasione per un sereno confronto fra le forze su un tema di fondamentale importanza, e i segnali da questo punto di vista sono già incoraggianti.

Recentemente il senatore Mauro Bulgarelli (Verdi) ha proposto un disegno di legge per introdurre il “fair use” in Italia, Cesare Salvi (DS) e Armando Cossutta (PdCI) lo hanno controfirmato, mentre Cristiana Muscardini (AN) ha scritto una lettera al vice premier Rutelli per chiedere una soluzione a questi problemi.

La Rete ha bisogno della sensibilità della politica, mentre la politica ha bisogno della fiducia dei milioni di cittadini della Rete. È una buona occasione per fare qualcosa insieme: facciamolo.

Luca Spinelli

Selezione di fonti ed approfondimenti