Scuola, università e ricerca

Da FrontiereDigitali.

coordinatore del tavolo programmatico Stefano Maggi

Discussione di Massimiliano Simoncini

'Scuola Ricerca e Università'

E' un tema di confine, ci sta tutto come tema ma si rischia di avere interlocutori "sbagliati". Consci di cio' e' un tema troppo importante per non sottoporlo a esame approfondito

Premessa e "documento politico"

La Scuola Pubblica Italiana è il più grande e completo serbatoio di cultura disponibile a tutti.

Questo patrimonio viene distribuito dalle istituzioni scolastiche alla popolazione sotto forma di lezioni calibrate per età e preparazione a bambini, ragazzi, studenti professionisti e anziani. I contenuti della scuola sono distribuiti unicamente sotto forma di lezioni frontali e i materiali didattici non sono a disposizione di tutti i potenziali utenti. Grande è quindi la volatilità di questo patrimonio: basta un periodo di crisi economica e d'identità, come l'attuale, che buona parte di queste conoscenze si allontana dalla scuola insieme ai suoi insegnanti, lasciando impoverita non solo questa o quella istituzione scolastica, ma tutta l'Italia.

Esistono sulla rete serbatoi infiniti di contenuti scolastici spesso affidati a siti e server gestiti da studenti, ex studenti o insegnanti in cui vengono messi a disposizione, a volte venduti, materiali per ricerche, approfondimenti o sintesi. Tali materiali non sono sempre affidabili e non sono mai verificati da una commissione autorevole e, venenendo utilizzati da un numero sempre crescente di utenti, c'è il pericolo che le fonti reperite in rete, al di fuori dei circuiti a pagamento, siano definitivamente screditare.

Se vogliamo veramente far ripartire l'Italia dalle istituzioni scolastiche non dobbiamo disperdere questo patrimonio di conoscenze. L'elaborazione e la pubblicazione dei contenuti, con fonti certe e verificate, nei siti delle varie scuole e università permetterà non solo di impedire la dispersione, ma sarà un momento importante di elaborazione critica e aggiornamento. Il materiale didattico reso disponibile verrà a far parte dei vari piani di offerta formativa dando a questi ultimi uno spessore adeguato all'informazione reale raccolta e messa a disposizione degli utenti, siano questi studenti, genitori o insegnati di istituzioni in sofferenza culturale.

Presupposto al successo dell'iniziativa è la disponibilità di risorse, economiche ed umane che il Ministero deve dedicare a cui si deve associare una cambiamento culturale dei docenti incentrato sull'utilizzo di software non proprietario per garantire il libero accesso all'utenza e un abbattimento dei costi, e sul concetto di proprietà pubblica dell'opera svolta nell'esercizio di un compito istituzionale. Per chiarire meglio quest'ultimo concetto i materiali didattici e i contenuti elaborati, essendo stati svolti durante l'esercizio di compiti istituzionali per i quali viene corrisposto un reddito, sono di proprietà della collettività intesa come finanziatrice, attraverso la fiscalità generale, e che nulla in più è dovuto perchè altrimenti la stessa opera verrebbe pagata due volte. E' ovvio che il lavoro di elaborazione e verifica deve far parte dell'attività curriculare del docente di ogni ordine e grado e che per tale attività debbano essere corrisposti incentivi economici.

da questo sentire è nato il progetto del

               Testo unico di Facoltà

L'opinione che la conoscenza sia un bene comune e non mercificabile si sta facendo strada tra gruppi sempre più vasti della pubblica opinione, fino a finire nel programma elettorale dell'Unione e quindi a far parte del patrimonio comune di una vasta e si spera maggioritaria porzione della popolazione italiana. I concetti espressi traggono origine in gran parte dalla "rivoluzione" tecnologica legata alle reti telematiche e ad internet in particolare. Internet è diventata la moderna enciclopedia in cui si riesce a trovare qualunque informazione in qualunque formato (testo, immagine e suono) i contenuti sono "scovati" dai motori di ricerca che scelgono per noi anche i risultati più rilevanti, ricchi di notizie e più aggiornati con il meccanismo di prediligere i siti più "linkati" e più visitati. Questo sistema è analogo a quello attualmente in uso nelle università e negli istituti di ricerca per la valutazione dell'impatto scientifico delle pubblicazioni: da numerosi anni infatti una presentazione di una ricerca scientifica viene valutata tanto più importante tanto più viene citata da altri lavori scientifici. "L'Università e gli Enti di Ricerca sono i luoghi primari della conoscenza" si legge sul programma dell'Unione inoltre "la formazione superiore e la ricerca libera costituiscono beni pubblici di fondamentale importanza" la diffusione del sapere che nasce nelle università e negli enti di ricerca è il sistema per sancire in maniera forte che la conoscenza è un bene pubblico. Nelle università da sempre si sono sperimentati mezzi di comunicazione e di diffusione del sapere innovativi e la fonte di tali processi è stata quasi sempre rappresentata dagli studenti. Dall'osservazione di un loro comportamento diffuso è nato il progetto del Testo unico di Facoltà.

Il Testo Unico di Facoltà: l'evoluzione del libro di testo Universitario.

L'evoluzione del testo universitario, e in questo caso di materie inerenti il corso di laurea in Medicina e Chirurgia, è tumultuosa e la maniera migliore di seguirlo è vivere all'interno di una facoltà e osservare attentamente come gli studenti si applicano a risolvere il problema del testo che deve rispondere alle esigenze di economicità, praticità d'uso, aggiornamento e rapida consultazione.

Il testo tradizionale su supporto cartaceo, pur costituendo ancora il punto di riferimento più stabile, E' stato rapidamente sostituito dalle dispense su supporto digitale (CD, pen-drive, file depositati sugli Hard Disk dei computer delle biblioteche di facoltà, siti internet gestiti da studenti o siti istituzionali, soprattutto di università statunitensi) che hanno la caratteristica di essere facilmente trasportabili (a volte i supporti pesano solo poche decine di grammi mentre un'analoga quantità di dati raggiunge svariati chilogrammi se stampati su carta) di rapida consultazione, multimediali (fotografie, filmati e suoni permettono una maggiore comprensione e fruibilità delle informazioni) e soprattutto rapidamente aggiornabili: l'ultima lezione è sicuramente più aggiornata della precedente, più ricca di illustrazioni e supporti multimediali e la rimpiazza rapidamente senza fatica nè costi aggiuntivi.

Tutto questo è facilitato dall'abitudine di utilizzare supporti didattici digitali che frequentemente, alla fine della lezione, vengono lasciati agli studenti come "dispensa del giorno" che viene prontamente inserita nei computer della biblioteca o comunque resa rapidamente fruibile a tutti gli studenti.

In questo scenario nasce il progetto del Testo Unico della Facoltà "Open Source", ovvero la raccolta di tutte le informazioni che la Facoltà può mettere a disposizione degli studenti, e della comunità tutta, raccolte in un sito istituzionale e aggiornate continuamente in maniera da garantire la completezza delle informazioni. Questo progetto è essenzialmente l'accelerazione e l'istituzionalizzazione di un processo che già sta avvenendo naturalmente nella mia Facoltà e, presumo, in molte facoltà Italiane e del mondo.

Il progetto prevede la raccolta di tutte le risorse didattiche disponibili, censirle (individuando le voci mancanti e da integrare), scegliere tra i "doppioni" quelli più completi ed aggiornati, rendere il tutto omogeneo nel formato e inserire il tutto nel server della facoltà.

Il gruppo redazionale dovrà in seguito valutare integrazioni e aggiunte e garantire la crescita open source. Parte essenziale sarà della parte audio-book in cui le lezioni frontali, trasformate in file sonori saranno riascoltabili ad libitum.

Sono previsti spazi per illustrare tutte le attività di ricerca svolta nella facoltà, aggiornabile anche tutti i giorni, in maniera da rendere più facile la creazione di filoni di ricerca comune tra più facoltà (Trials) e di confrontare i risultati tra le varie istituzioni. E' inutile sottolineare quanto questo possa essere vantaggioso per le Università povere del terzo mondo, prive di risorse per abbonamenti a riviste scientifiche e alla ricerca stessa che dovrebbe riuscire a scrollarsi di dosso lo strapotere delle multinazionali del farmaco e degli strumenti medicali.

Dovrà essere prevista anche una parte aperta al "pubblico" di testi più semplici finalizzati alla divulgazione e ad allargare la consapevolezza sulla funzionamento del corpo e sulle patologie più diffuse.

Quali le difficoltà finora incontrate:

  • Scarsa partecipazione da parte dei colleghi che nella migliore delle ipotesi non hanno tempo per potersi dedicare a tale compito e l'illusione che da un'avventura editoriale possano venire integrazioni al reddito, fanno vedere tale iniziativa con sospetto
  • La scarsa dimestichezza con il supporto digitale della maggior parte dei docenti che conoscono a mala pena Power Point e spesso le lezioni se le fanno "montare" da laureandi o specializzandi.
  • L'assenza totale di finanziamenti ad hoc,
  • L'ostilità manifesta delle case editrici e delle multinazionali del farmaco a volte importante fonte di integrazione del reddito dei docenti giunti all'apice della carriera
  • La disomogeneità del materiale e il livello qualitativo non eccelso (molte lezioni sono fatte a tirar via o costruite da studenti e specializzandi) e in formato sempre proprietario.
  • Assoluta mancanza di un processo di valutazione serio sulla produzione didattica.

Quali le soluzioni:

  • Un programma gestito dal MIUR che consenta e "obblighi" i docenti universitari, all'inizio e poi anche quelli della scuola media superiore, a lasciare una traccia digitale della loro attività didattica per la quale sono pagati (male).
  • Uno stanziamento consistente di borse di studio per gli studenti finalizzato alla scelta dei migliori, più facilmente comprensibili e didatticamente più validi, frammenti didattici. Tali supporti dovranno essere sistemati in un sistema operativo non proprietario e in programmi open source in maniera da essere immediatamente fruibili da tutti (e di non pagare una lira in royalities).
  • Il riconoscimento nell'attività curriculare dei docenti dell'impegno nella costruzione del Testo Unico.
  • Formazione dei docenti all'uso dei supporti open source per l'attività didattica
  • Possibilità che Case Editrici utilizzino una parte del Testo Unico per la pubblicazione su supporto cartaceo di libri e monografie ricavate dal Testo Unico i cui proventi dovranno essere distribuiti tra la Facoltà, gli autori dei pezzi e la redazione. Il contributo alla facoltà dovrà essere finalizzato alla creazione di borse di studio per giovani studenti o neolaureati.
  • L'apertura di collaborazioni attive con organizzazioni che sviluppino sistemi open source e con Wikipedia (icona dell'enciclopedismo digitale)

Il processo finora si è limitato nella raccolta del materiale (poco più di 5 Gb composto quasi essenzialmente di file in Power Point), in molte pacche sulle spalle e una proposta di collaborazione con la commissione didattica della Facoltà.

Il materiale continua a crescere spontaneamente in maniera esponenziale, gli studenti arraffano e io passo qualche ora del pomeriggio a copiare sul pen-drive.

Altri problemi nasceranno sicuramente una volta che il progetto inizierà a prendere corpo ma soluzioni valide saranno a portata di mano: la società cresce molto più velocemente delle istituzioni e il fermo macchina degli ultimi 5 anni poi ha reso tale distanza forse incolmabile.

E' compito di chi riprenderà, si spera, in mano le leve della gestione della cosa pubblica di correre ai ripari. Questo progetto potrebbe, a fronte di modesti investimenti, fornire alla cultura uno strumento che spinga, nel volgere di breve tempo, l'istituzione universitaria pubblica italiana all'avanguardia nella diffusione culturale in Europa e nel mondo.