Position paper della Mutua degli studenti

Da FrontiereDigitali.

Internet, Software Libero, Open Source, Copyleft, Brevetti

L'accesso al sapere ha sempre rappresentato il cardine dell'agire delle nostre organizzazioni, é il filo conduttore che unisce tante delle nostre battaglie e che collega tante delle questioni di cui nel corso degli anni Udu, Uds e Mutua Studentesca si sono occupate: dalle vertenze sul diritto allo studio a quelle per l'istituzione di una Carta studenti per i consumi culturali, fino alla creazione dei Centri Servizi come luoghi in cui attraverso l'accesso a Internet, i corsi a basso costo, il mercatino del libro usato, la biblioteca sociale viene realizzato concretamente, su piccola scala, il nostro obiettivo di garantire il libero accesso al sapere per tutte e per tutti.

Negli ultimi anni, alle questioni appena elencate e alle molte altre delle quali ci siamo occupati, si sono affiancati tuttavia nuove parole e nuovi percorsi, ancora poco esplorati e analizzati, che dovranno rappresentare d'ora in poi un tassello importante nella nostra lotta per il libero accesso al sapere. Si tratta di parole come copyleft, Creative Commons, software libero, Open Source, media activism.

Il punto di partenza deve essere il concetto di libertà, e di libera circolazione delle idee. In questo le nostre organizzazioni devono porsi al fianco di chi da tempo si batte per la difesa dei diritti intellettuali come bene comune contro chi vorrebbe imporre diritti d'autore anche su ciò che non é materiale.

Copyleft é il termine usato " in contrapposizione al copyright " per descrivere un gruppo di licenze che possono essere applicate alle opere d'ingegno (dai brani musicali ai romanzi, dal software alla ricerca scientifica e così via) così da renderli liberamente fruibili, nonché modificabili e ridistribuibili da chiunque ne possieda una copia. In particolare, le licenze Creative Commons " ideate dall'omonima organizzazione no-profit, che si occupa di promuovere la libera diffusione delle opere d'ingegno " permettono a chi detiene i diritti di copyright su un'opera di cedere una parte di questi diritti (da questo l'espressione "Alcuni diritti riservati" che nelle licenze Creative Commons sostituisce l'usuale "Tutti i diritti riservati"), in una misura che varia da licenza a licenza. Allo stesso modo, in ambito informatico, il movimento Free Software e la Open Source Initiative, pur caratterizzati da approcci differenti, sono nati per promuovere una filosofia in cui l'utente é libero di utilizzare e migliorare il software, in modo da contribuire allo sviluppo di software sempre più avanzato e più adatto alle esigenze degli utenti.

Si tratta di questioni che molto strettamente hanno a che fare con il libero accesso al sapere; sono per questo questioni che le nostre organizzazioni non possono più ignorare o trascurare. Da una parte, la promozione di dibattiti su questi temi, dall'altra, la realizzazione di iniziative concrete mirate a favorire la diffusione della cultura del copyleft tra gli studenti e i docenti, così come nelle scuole e nella ricerca, potrebbero rappresentare una parte importante dell'attività delle nostre organizzazioni nel prossimo futuro, anche in considerazione del fatto che si tratta di questioni che non riguardano solo gli studenti medi e universitari ma la generalità dei soggetti in formazione, e non solo.

Se quindi, da una parte, sarebbe auspicabile che l'Udu, anche attraverso i rappresentanti eletti negli organi di governo delle università, portasse all'ordine del giorno negli atenei il dibattito sul copyleft, sulle difficoltà di accesso ai libri e ai materiali di studio, sulla promozione di una cultura di ricerca basata sulla collaborazione e sulla condivisione invece che sulla competizione, la Mutua Studentesca potrebbe contribuire alla realizzazione di iniziative di sensibilizzazione su queste questioni, per esempio stampando materiale informativo sul software libero, ma soprattutto potrebbe mettere in piedi dei servizi che sfruttino le possibilità aperte da queste nuove frontiere.

Sarebbe interessante anche aprire un dibattito all'interno delle facoltà scientifiche sulla libera circolazione delle idee e delle scoperte incentivando iniziative di tipo OAP (Open Access Publishing).

In particolare, gli Internet Point presenti nei nostri centri servizi potrebbero dare la possibilità agli utenti di utilizzare computer GNU/Linux " in modo da familiarizzare con questo sistema operativo ancora poco noto a tanti " ma anche di utilizzare, su Windows, software Open Source come Mozilla Firefox al posto di Internet Explorer, Gaim al posto di Msn Messenger e OpenOffice.org al posto di Microsoft Office (in quest'ultimo caso, risolvendo anche il problema dell'alto costo delle licenze per Microsoft Office, in quanto OpenOffice.org é liberamente scaricabile da Internet). A ciò andrebbe affiancata la presenza di materiale informativo scritto in modo semplice, mirato a rendere consapevoli gli utenti delle profonde differenze esistenti tra software libero e software proprietario. In questo modo, i frequentatori dei nostri Internet point verrebbero a conoscenza della possibilità di usufruire gratuitamente di software spesso utili o ormai necessari per studio o lavoro, abbattendo così i costi di acquisto e mantenimento di un computer, spesso troppo alti per uno studente.

La Mutua Studentesca potrebbe anche realizzare delle iniziative sul modello dei "Linux Day", in cui all'informazione si affianchi la dimostrazione pratica dell'utilizzo di Linux e dei vari software Open Source, e possibilmente si offra anche assistenza immediata nell'installazione di Linux e di questi programmi a chi si presenti sul posto con il proprio computer. In questo ambito é fondamentale creare un rapporto stabile con gli hacklab e i gruppi di utenti Linux (LUG) che potrebbero essere ospitati nelle sedi delle nostre associazioni locali, seguendo l'esempio delle realtà in ciò già avviene. Sarebbe interessante anche mettere in rete le esperienze dei gruppi già esistenti e ove possibile creare noi stessi realtà del genere, finalizzandone l'attività, per esempio, anche alla produzione, a livello nazionale, di materiale informativo sul tema, orientato specificamente alla sensibilizzazione degli studenti, ma anche di scuole e università.

Inoltre, i corsi di informatica che alcune sedi locali della Mutua Studentesca organizzano potrebbero essere anch'essi orientati all'utilizzo di software Open Source, acquisendo in questo modo anche una valenza politica maggiore.

Non é da trascurare, poi, in questo ambito, la questione dell'approccio che le nostre organizzazioni dovrebbero avere nei confronti delle nuove norme antiterrorismo contenute nel DL Pisanu, che impongono nuove e complesse regole per la gestione degli Internet point: la Mutua Studentesca non può limitarsi a considerare la questione esclusivamente dal punto di vista dei problemi pratici connessi con la nuova normativa. Il mondo della rete, da internet ai sistemi peer to peer, é visto oramai come uno spazio pericoloso, ove l'informazione e la conoscenza circolano in modo eccessivamente libero e non controllabile. Da qui nasce l'esigenza di chi governa di tentare di arginare questo fenomeno, vedi il caso di Indymedia, sottoposta ad attacchi frequenti e a controlli sempre più serrati o le proposte di Blair e soci sul controllo globale di e-mail, sms e telefonate (fortunatamente per il momento bocciate dal Parlamento di Strasburgo). In questo ambito invece, le nostre organizzazioni dovrebbero al contrario promuovere tutte le iniziative che tendano alla creazione ed alla diffusione di forme di sapere libero, come ad esempio il sistema wiki e in esso Wikipedia (l'enciclopedia libera e multilingue che chiunque può modificare), che permettano a chiunque di partecipare alla costruzione di un sapere libero e critico. La Mutua Studentesca, pertanto, pur preoccupandosi di adeguare alle nuove norme gli Internet point presenti nei Centri Servizi, dovrebbe prendere una posizione netta contro ogni tipo di restrizione alla libertà di utilizzo di Internet.

Al di là degli aspetti connessi più strettamente con l'informatica, tuttavia, come già affermato in precedenza, le questioni relative al copyleft riguardano un ventaglio molto più ampio di ambiti nei quali sarebbe auspicabile promuovere iniziative e realizzare progetti. Se il costo dei materiali didattici e dei consumi culturali (musica, cinema, libri) é troppo alto perché uno studente vi possa accedere come avrebbe diritto a fare, il copyleft e le licenze libere descritte in precedenza possono permettere la libera fruizione di questi, con benefici tangibili per la collettività. Se, da una parte, come già accennato in precedenza, l'Udu potrebbe sensibilizzare i docenti universitari a consentire il libero accesso ai loro testi e materiali didattici pubblicandoli, anche su Internet, con licenze Creative Commons " battaglia indubbiamente difficile ma affascinante e significativa " la Mutua Studentesca potrebbe estendere servizi già presenti in alcune città come quello dello scambio di appunti e dispense realizzando, per esempio, una raccolta di materiale di studio disponibile online con licenza libera, che sia assolutamente gratuito, incoraggiando così gli studenti medi e universitari a mettere a disposizione della collettività studentesca le loro ricerche e i materiali di studio autoprodotti, piuttosto che pubblicarli su siti in cui lo scambio di appunti e tesine é ormai a pagamento, siti in cui lo studente mette a disposizione questi materiali non per il desiderio di condividere il proprio sapere, ma per ottenere dei "crediti" che permettono di scaricare a propria volta altro materiale.

E' anche importante che le produzioni editoriali della Mutua Studentesca siano non solo rigorosamente pubblicate con licenze Creative Commons, ma che questo sia sottolineato e spiegato chiaramente in ognuna delle nostre pubblicazioni, in modo da iniziare a dare noi il buon esempio.

Per quanto riguarda l'ambito più ampio dei consumi culturali, e in particolare per quanto concerne la musica, la Mutua Studentesca potrebbe creare sportelli informativi per quei ragazzi che fanno musica e che, volendo tutelare il proprio diritto d'autore sui propri brani, non sono al corrente dell'esistenza di possibilità alternative rispetto alla registrazione presso la SIAE, quali la firma digitale o l'autospedizione di un plico sigillato contenente i brani musicali in questione; si tratta di alternative assolutamente valide dal punto di vista legale e che consentono di evitare l'iscrizione alla SIAE, lobby che gestisce gli interessi di pochi, che traggono profitto in modo praticamente esclusivo dal mercato discografico italiano. Fornire questo tipo di consulenza é abbastanza semplice, in quanto esistono siti come copyDOWN (http://copydown.inventati.org) che mettono a disposizione guide e vademecum che illustrano in modo chiaro questi sistemi alternativi.

Allo stesso tempo, grazie ai contatti che praticamente tutte le nostre associazioni locali si sono costruiti nel tempo con artisti e gruppi noti e meno noti sulla scena musicale della propria città o regione, si potrebbero sensibilizzare questi artisti sulle questioni relative al copyleft in ambito musicale, invitandoli a rilasciare un proprio brano con licenza Creative Commons, rendendo i brani raccolti liberamente scaricabili da un unico sito web, che contenga anche informazioni sulle implicazioni politiche della diffusione della filosofia copyleft in ambito musicale. Questi brani potrebbero anche essere raccolti in una compilation disponibile esclusivamente online; la Mutua Studentesca dovrebbe semplicemente stamparne la copertina e distribuirla, invitando a scaricare il disco, nel corso di una festa in cui, ad esempio, si suonino esclusivamente brani copyleft. Si tratterebbe di un'occasione per gli artisti di farsi conoscere e per i fruitori di musica di accedere a quei brani gratuitamente e in modo del tutto legale.

Le proposte sin qui delineate rappresentano in alcuni casi delle ipotesi di lavoro; in altri casi, fanno riferimento a progetti già avviati o sperimentati da parte delle associazioni locali. Queste e altre proposte riconducibili a questo filone costituiscono un'occasione che la Mutua Studentesca non può lasciarsi sfuggire, un'occasione di ridiscutere, ampliare e rimodulare il proprio approccio alla questione dell'accesso al sapere in tutte le sue forme.

Questa discussione non può tuttavia prescindere dal contributo che ad essa possono offrire l'Udu e l'Uds: si tratta di questioni che, come già detto, vanno ben al di là del campo di azione delle singole organizzazioni, ma si inscrivono perfettamente nel percorso confederale tra Udu, Uds e Mutua Studentesca. Per questo questa tematica deve essere assunta tra quelle che dovranno costituire il punto di partenza verso la creazione della Rete Studentesca.