Intervento di Patrizio Di Nicola

Da FrontiereDigitali.

L'Innovazione necessaria: Creatività, Cooperazione, Condivisione

Convegno: 28 marzo 2006 - h. 18.00 - 23.00

Centro Congressi d'Ateneo Università di Roma - La Sapienza - via Salaria 113, Roma


Patrizio Di Nicola


Tre aspetti problematici dell'innovazione

Sul lavoro

Le ICT rendono possibili nuovi modi di lavorare (si pensi all'e-work) e di organizzare le imprese (si pensi alle imprese virtuali). Ma le culture manageriali dominanti (quelle che escono o sono influenzate dalle business school statunitensi) hanno accolto le ICT come un ennesimo mezzo per ridurre i costi dei processi produttivi, operando sulla flessibilità e la de-contrattualizzazione delle risorse umane. Ciò comporta uno scandaloso spreco di risorse di conoscenza e di creatività, che le imprese, contro ogni razionalità economica, impongono alla società nel suo complesso.

Sul diritto d'autore

La mancata riflessione sulla compensazione della creatività degli individui e dei gruppi. Il diritto d'autore, come lo abbiamo conosciuto per tutto il '900 é chiaramente entrato in crisi a seguito della diffusione planetaria delle nuove tecnologie. Naturalmente non é diventata obsoleta la questione di come ricompensare gli inventori o gli autori. Questo apre una sfida anche al lavoro dipendente tradizionale, quello sindacalmente tutelato (e ancor di più ai lavoratori flessibili della conoscenza): se il loro contributo all'impresa é di cessione di conoscenze che le imprese usano a fini economici, quanto é ancora adeguato compensare questi lavori con un salario di importo fisso, come si faceva per i lavoratori manuali?

Sull'Università

Sempre più spesso la politica e il mondo imprenditoriale accusano l'Università di non essere abbastanza innovativa, di non seguire i tempi, di non fornire alla Società le fugure professionali che servono, nei tempi in cui servono. Sono accuse interessate di chi vuole persone docili ed acclimatata alle ingiustizie dell'impresa. In realtà il mandato dell'università era e rimane quello di creare uomini liberi, che possano esplicitare la propria creatività anche contro i potenti, purché con metodo scientifico. Rivendico il fatto che solo se si perdesse il metodo cartesiano l'università potrebbe essere sanzionabile, ma non certo se crea persone in grado di pensare all'inverso.

Ricordo le quattro regole di Cartesio, che oggi forse alcuni riterrebbero fortemente sovversive:

  1. Non accettare mai nulla per vero, senza conoscerlo evidentemente come tale: cioé di evitare scrupolosamente la precipitazione e la prevenzione; e di non comprendere nei miei giudizi niente più di quanto si fosse presentato alla mia ragione tanto chiaramente e distintamente da non lasciarmi nessuna occasione di dubitarne.
  2. Dividere ogni problema preso in esame in tante parti quanto fosse possibile e richiesto per risolverlo più agevolmente.
  3. Condurre ordinatamente i miei pensieri cominciando dalle cose più semplici e più facili a conoscersi, per salire a poco a poco, come per gradi, sino alla conoscenza delle più complesse; supponendo altresì un ordine tra quelle che non si precedono naturalmente l'un l'altra.
  4. Fare in tutti i casi enumerazioni tanto perfette e rassegne tanto complete, da essere sicuro di non omettere nulla.

Intervento scritto di

Patrizio Di Nicola - Sociologo