Intervento di Paolo Naldini

Da FrontiereDigitali.

L'Innovazione necessaria: Creatività, Cooperazione, Condivisione

Convegno: 28 marzo 2006 - h. 18.00 - 23.00

Centro Congressi d'Ateneo Università di Roma - La Sapienza - via Salaria 113, Roma


Cittadellarte-Fondazione Pistoletto


Buongiorno a tutti

sono paolo naldini, di cittadellarte-fondazione pistoletto

sono felice di essere qui, e vi voglio raccontare come ci sono arrivato, visto che, anche se non penso certo di poter rappresentare il mondo dell'arte, pure ne rappresento un elemento, un de-centro, un nodo.

Allora, perché l'arte si occupa di internet, tecnologie, diritti, innovazione etc...? Perché possiede la stessa radice di queste realtà che stanno oggi trasformando il mondo. Nei prossimi cinque minuti vorrei cercare di di-mostrarvi questa affermazione e per farlo però vi chiedo di seguirmi in questo racconto che, per non prenderla TROPPO di lontano, farò partire solo dall'epoca moderna, dall'800 insomma.

Qual'é il segno sotto cui si svolge l'avventura dell'arte moderna appunto dall'800 ad oggi? Il segno della libertà, dell'autonomia. L'artista vive (e a volte romanticamente muore) per conquistare definitivamente una propria personale e sociale libertà. Libertà da cosa? Dal sistema religioso, innanzitutto, che era ancora il primario generatore di contenuti. E poi dal sorpasso operato dalla tecnologia, dalla fotografia, dal cinema eccetera. Quindi, dai sistemi ideologici positivisti, modernisti, razionalisti. E dai regimi politici totalitari. E last but not least dal sistema mercantilistico che sempre più implacabilmente assumeva e neutralizzava il potenziale trasformativo (per non dire sovversivo) che l'arte metteva in campo.

Ecco che l'artista, in modo sempre più chiaro e definito, sempre più preciso ed esplicito, pone e propone se stesso, se stesso come assoluto, il proprio gesto, la propria individualità, la propria espressione esistenziale e creativa fino ad arrivare, ad esempio, all'espressionismo astratto di Pollock, che lasciava appunto la traccia di un gesto insindacabile, anche in-criticabile in quanto assoluto. Autonomo. Libero. Assoluto.

Questa autonomia porta l'artista, tra l'altro e in anticipo sui tempi, a denunciare la fine della modernità, cioà a presentare un muro contro cui la modernità va a sbattere senza ritrovare più prospettive. Quella prospettiva che dal Rinascimento, attraverso l'Illuminismo e la Rivoluzione Industriale, aveva aperto la strada in avanti, dispiegando il senso del progresso, nel '900 diventa il muro di Mondrian, bidimensionale, diventa il muro di Fontana, con la tela tagliata, dietro la quale si scopre una dimensione metafisica, cioà non più razionale.

Allora ecco che oggi, ma in effetti dagli anni 50/60, l'artista, in quanto "liberato", à considerato libero. Erede di una storia di liberazione, oggi, anche l'accezione comune lo riconosce individuo fortunato perché più di ogni altro libero. Libero dai condizionamenti del prosaico, della quotidianità, dell'ordinarietà, eccetera eccetera, ecco, io non dico che sia così, in effetti nessuno lo à, ma à innegabile che vi sia una certa anche esplicita attribuzione di libertà all'artista nella società moderna e post moderna,.

Allora: quando una persona à, o si ritiene, libera che cosa ne consegue immediatamente? Che cosa dicevano i gerarchi nazisti per scagionarsi? Che non erano liberi, avevano dovuto eseguire degli ordini. Non libero, uguale non responsabile. Ammesso e non concesso che così sia, allora, chi à libero ecco che automaticamente à responsabile. Ecco allora dove ci porta la storia dell'arte moderna.

Il fatto che un numero di artisti e non artisti continui a lavorare per acquisire una libertà che in realtà gli à già riconosciuta (e non grazie a quanto loro stessi hanno fatto, ma a quanto le generazioni prima di loro hanno conquistato) non significa che altri non si guardino allo specchio che, a differenza della tela di Fontana o Mondrian, ri-trova una prospettiva, una profondità e un senso. Forse sapete che Michelangelo Pistoletto incomincia il suo lavoro proprio con i quadri specchianti, che sostituiscono la soggettività assoluta dell'artista che doveva conquistare la libertà, alla oggettività assoluta di un atto creativo che restituisce il ritratto di ognuno, della natura e, infine, del mondo. L'artista impiega la propria libertà per aprire uno spazio di incontro in cui si ritrova ciascuno, parimenti, ugualmente ed oggettivamente rispecchiato.

Ecco, qui finisce la storia ed incomincia la contemporaneità, cioà il lavoro in corso, in progress, che, nel mio caso, si identifica con Cittadellarte, luogo ed organo di questa nuova prospettiva che trasforma la libertà in responsabilità.

Questa radice, come dovevasi dimostrare, coincide con quella alla base dei movimenti per la società della conoscenza qui, oggi, in parte rappresentati. Più che una radice,si tratta di un codice sorgente (guarda caso) che si potrebbe definire il codice sorgente della trasformazione sociale responsabile.

Che cosa é allora, a questo punto, Cittadellarte? É un gruppo di persone, un nodo di una rete, un de-centro che opera in modi diversi per produrre e ispirare un cambiamento responsabile nella società attraverso idee e progetti creativi. Riunisce alcuni, ovviamente quanti più possibile, artisti e creativi che hanno ideato e realizzato processi creativi basati su questa prospettiva di trasformazione sociale responsabile che evidentemente non tende ad incorporarsi in oggetti estetici, ma piuttosto in processi etici, edificatori o iniziatori di relazioni, di schemi e sistemi.

Dà vita, per esempio, ma é chiaro che gli esempi sono moltissimi, ad un "Movimento Artistico per una Politica Intermediterranea", chiamato "Amare le differenze", "Love difference", aimer les differences, etc. che ha l'obiettivo di produrre ed ispirare progetti creativi interculturali, con particolare riferimento al bacino del Mediterraneo come specchio dell'incontro delle differenze, di una ricchezza culturale alternativa al sistema dell'uguaglianza, della stadardizzazione, e così via. Che poi mediterranei sono anche altri bacini; il Mar della Cina, ad esempio, che proprio in questi giorni abbiamo portato, nella forma di un tavolo intorno a cui sedersi per tenere dibattiti e workshop, a Shangai; oppure il Baltico o il Mar dei Caraibi che in autunno porteremo in America Latina ed intorno a cui realizzeremo un programma di incontri basati sul valore delle differenze e della libera espressione delle stesse, chiaramente in connessione esplicita e programmatica con i movimenti della conoscenza libera, del resto a Tunisi, al WSIS di novembre scorso, insieme a molti degli amici che sono qui oggi, questo Movimento Artistico Love Difference aveva organizzato, intorno ad un tavolo specchiante in forma di Mare Mediterraneo, eventi vari, tra cui un concerto in cui Gilberto Gil suonava la chitarra e Richard Stallman, a cui avevamo consegnato il Cittadellarte Minimum Prize 2006, cantava!

Ecco, io volevo di-mostrarvi che c'é un comune codice sorgente condiviso dall'arte, intesa come creatività responsabile, e dai movimenti per la società della conoscenza libera, da questi Stati Generali dell'Innovazione: Rete Creatività Cooperazione Condivisione.

Spero di esserci almeno in parte riuscito, ma, in ogni caso, vi invito a dare un'occhiata al nostro sito www.cittadellarte.it dove troverete informazioni pratiche e precise che possano "rimediare" alle mie parole e spiegarvi che cosa é Cittadellarte e perché oggi é impegnata pienamente e con entusiasmo in questa giornata, in questa rete.

Grazie


MANIFESTO dell'Arte per una società della libera creatività responsabile

pubblicato su www.c-o-d-e-x.info in occasione del WSIS di Tunisi, novembre 2005 (http://www.cittadellarte.it/citta2005/eng/more/tunis/main_it.htm)


"L'arte é l'espressione più sensibile e integrale del pensiero umano ed é ora che l'artista prenda su di sé la responsabilità di mettere in comunicazione ogni altra attività umana, dall'economia alla politica, dalla scienza alla religione, dall'educazione al comportamento, in breve tutte le istanze del tessuto sociale."

(Michelangelo Pistoletto, Manifesto di Progetto Arte, 1994)

Riconosciamo un comune codice sorgente all'arte e al movimento della conoscenza libera: la tensione creativa verso la trasformazione della società in senso responsabile.

Riteniamo che le tecnologie digitali libere e Internet stiano attivando nuovi paradigmi culturali, sociali, politici ed economici che offrono oggi il quadro più coerente ed efficace in cui dare forma alla prospettiva dischiusa da questo comune codice sorgente.

La convergenza tra la creatività libera e la conoscenza libera che questo codice rappresenta, segna la possibilità di un passaggio evolutivo che si prospetta oggi all'umanità.

Esso si attua in nuovi sistemi di relazioni sociali, di condivisione e scambio di beni propri e comuni, materiali e immateriali; in una nuova cittadinanza planetaria basata sul principio dell'eliminazione delle distanze e del mantenimento delle differenze; in una partecipazione alla produzione e alla fruizione di contenuti creativi e di conoscenza che può davvero diventare universale.

Al fine di dare forma, spazio e voce a questa prospettiva, abbiamo invitato artisti, creativi, cittadini, gruppi, comunità, associazioni, organizzazioni, istituzioni pubbliche e private a partecipare a C-O-D-E-X, www-c-o-d-e-x.net, rilasciando contenuti creativi e di conoscenza.

C-O-D-E-X partecipa all'evento realizzato da Cittadellarte in collaborazione con Hipatia – associazione per la conoscenza libera, dal 14 al 30 novembre a Tunisi, nel Palazzo Dar Bach Hamba, sede della Fondazione Orestiadi, in connessione al World Summit dell'ONU sulla Società dell'Informazione.

Intervento di Paolo Naldini

Paolo Naldini - Cittadellarte-Fondazione Pistoletto