Intervento di Marco Ciurcina

Da FrontiereDigitali.

Hipatia è un network di persone che condividono una visione e degli obiettivi. La visione è descritta nel manifesto di Hipatia (http://www.hipatia.info/index.php?id=manifesto\_it).

Il secondo manifesto di Hipatia (http://www.hipatia.info/index.php?id=manifesto2\_en) individua quello che secondo noi è l'obiettivo fondamentale: la promozione della libertà dell'Uomo e dei diritti umani.

Crediamo infatti che la battaglia per una società della conoscenza libera sia la nuova versione di una battaglia antica: la battaglia per il riconoscimento del primato dell'Uomo, della sua libertà e dei suoi diritti.

La Carta Universale dei Diritti dell'Uomo è stata un punto d'arrivo nella lunga storia per il riconoscimento della libertà dell'Uomo.

Oggi è un punto di ripartenza.

Le reti digitali, con il loro enorme potenziale di libertà sono oggi una grande occasione che ci fa incontrare, riconoscere ed agire per continuare a costruire una società libera, giusta e sostenibile.

Segue il testo del secondo manifesto di Hipatia.


UN ALTRO MONDO É POSSIBILE, e lo stiamo costruendo.

HIPATIA (http://www.hipatia.info) organizzazione internazionale, con questo suo Secondo Manifesto, reclama la libertà della conoscenza.

La costruzione di una società nella quale si rispetta la dignità degli esseri umani richiede che la conoscenza si possa diffondere in modo solidale ed esige che siano rispettati i Diritti Umani(1) in particulare:

  • A.il diritto alla cultura libera(2)
  • B.il diritto all'educazione(3)
  • C.il diritto alla comunicazione libera(4)

diritti dei quali - nella società della conoscenza, con la sua nuova base tecnologica ed i suoi nuovi sistemi di comunicazione - è impedito l'esercizio dai vigenti sistemi normativi di brevetto e diritto d'autore.(5)

La crescente prevalenza di questi sistemi normativi rispetto ai Diritti Umani deve essere limitata secondo l'interesse pubblico e la loro funzione sociale,(6) per impedire che il progresso dell'Umanità sia frenato.(7)

Dobbiamo costruire una società della conoscenza solidale e sostenibile.

E' necessario modificare il sistema legale adeguandolo alla realtà, all'interesse della società ed ai nuovi usi e costumi della rete, dando vigenza al diritto alla libertà della conoscenza, secondo quanto stabilito dalla DUDDUU.(8)

Così si possono consolidare i principi etici che permettono all'essere umano di diffondere la sua conoscenza, per aiutare se stesso, aiutare la sua comunità ed il mondo intero, affinché la società tutta sia sempre più libera, equa, sostenibile e solidale.

Conformemente a quanto sopra, Hipatia invita tutti gli esseri umani a lavorare perchè tutte le istituzioni, enti privati, pubblici e specialmente i governi del mondo, si dichiarino a favore, partecipino nella creazione e stabiliscano un quadro legale, adeguandolo alla realtà, all'interesse della società ed ai nuovi usi e costumi della rete, che permetta a tutti gli esseri umani di godere della libertà della conoscenza, così come stabilito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.


Note

(1) Previsti:

  • a.nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 (DUDDUU),
  • b.nel Patto Internazionale dei Diritti Economici, Sociali e Culturali (PIDESC),
  • c.nel Patto Internazionale dei Diritti Civili e Politici (PIDCP)

(2) Previsto al comma 1 lettera a) e b) dell'articolo 15 del PIDESC ed al comma 1 dell'articolo 27 della DUDDUU: Ogni individuo ha diritto a partecipare liberamente alla vita culturale della comunità, a godere delle arti ed a partecipare del progresso scientifico ed ai benefici che da questo risultino

(3) Previsto all'articolo 13 del PIDESC ed all'articolo 26 della DUDDUU: Ogni individuo ha diritto all'educazione. L'educazione deve essere gratuita, almeno quella elementare e fondamentale...;

(4) Previsto al comma 2 dell'articolo 19 del PIDCP ed all'articolo 19 della DUDDUU: Ogni individuo ha diritto alla libertà d'opinione e d'espressione; questo diritto comprende quello di non essere molestato a causa delle proprie opinioni, quello di cercare e ricevere informazioni e opinioni, e quello di diffonderle, senza limiti di frontiera, con qualsiasi mezzo d'espressione.

(5) Relazioni tra i diritti: I tre diritti umani sopra citati: cultura, educazione e comunicazione, (così come gli altri) hanno valore preminente di fronte (e limitano) la normativa che deriva dal diritto dell'autore di beneficiare delle sue creazioni, riconosciuto al comma 1 lettera c) dell'articolo 15 del PIDESC ed al comma 2 dell'articolo 27 della DUDDUU. Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali che gli spettano in ragione delle produzioni scientifiche, letterarie ed artistiche delle quali sia autore; L'applicazione di questo diritto è limitata dall'interesse pubblico e dalla sua funzione sociale, così come è confermato nei documenti citati nella nota seguente. I diritti relativi alla conoscenza non limitano altri diritti umani, in particolare il diritto alla privacy stabilito all'articolo 12 della DUDDUU. La libertà della conoscenza non obbliga nessuno a diffondere un'informazione, ne la rende pubblicamente disponibile, solo da, a chi la conosce, il diritto di diffonderla, non l'obbligo. La libertà della conoscenza permette agli esseri umani di esercitare una solidarietà oggi proibita. Senza questa libertà, se l'autore non dice nulla, in base al diritto vigente, oggi, le espressioni delle idee di un terzo non si possono diffondere. Con questa libertà se la fonte non dice il contrario espressamente, l'espressione d'una idea conosciuta si può diffondere. I diritti della conoscenza sono profondamente relazionati tra di loro e non è possibile esercitarli separatamente; non si può comunicare senza conoscere, e conoscere senza che essere stati l'oggetto di comunicazione ed educazione. Educare nella società altamente sofisticata di oggi implica poter accedere a tutta la conoscenza disponibile, liberamente, dai primi livelli di formazione, con contenuti ed astrazioni appropriati per ciascun livello. Questo non è possibile se si proibisce di diffonderla.

(6) Il che è confermato da: i.i commi 13 e 18 del Proclama di Teheran (Conferenza Internazionale dei Diritti Umani in Teheran il 13 di maggio 1968); ii.il comma 1 della Risoluzione 2000/7 ed i commi 4, 5, 6, 7 y 8 della Risoluzione 2001/21 della Sottocommissione per la Promozione e Protezione dei Diritti Umani dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani; iii.Questioni sostanziali derivanti dall'implementazione dell'accordo internazionale sui diritti economici, sociali e culturali – Diritti umani e proprietà intellettuale, Dichiarazione del Comitato sui diritti economici sociali e culturali (E/C.12/2001/15 del 14.12.01); iv.la Dichiarazione sull'uso del progresso scientifico e tecnologico nell'interesse della pace ed a beneficio dell'umanità, proclamata dall'Assemblea Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite nella sua risoluzione 3384, del 10 novembre 1975; v.l'articolo 6 della Dichiarazione sul diritto allo sviluppo, adottata dall'Assemblea Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite nella sua risoluzione 41/128, del 4 dicembre 1986; vi.la Dichiarazione dei principi della cooperazione culturale internazionale, proclamata dalla Conferenza Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura nella sua 14a. riunione, celebrata il 4 novembre 1966.

(7) Gli effetti dei cambiamenti tecnologici Il transito dalla società industriale alla società dell'informazione implica cambi profondi. Le regole di appropriazione esclusiva che si applicano ai beni materiali non si possono estendere all'informazione ed alla conoscenza perchè: i.i beni materiali sono "scarsi" (la mela: o è tua o è mia) e su di questi si costruisce l'economia; ii.la conoscenza digitalizzata si moltiplica oggi senza costo marginale (se ho un'idea e te la comunico, tutti e due abbiamo un'idea), poichè si è è resa economicamente indipendente dalla base materiale che lo trasporta e circola liberamente in Internet. Il fatto che l'informazione e la conoscenza non siano beni scarsi costituisce un progresso per l'Umanità; incorporare forzatamente l'informazione all'economia mediante esternalità frenerebbe questo avanzamento benefico. La conoscenza non si può quantificare, ed ogni essere umano che riceve un'idea la possiede in forma independente da chi gliela ha comunicata. La conoscenza è libera e si diffonde o trasmette. Ogni essere umano può doffonderla come vuole e, in questo processo, la conoscenza si modifica. In questo senso non è necessario condividere diritti od usi su una determinata conoscenza giacchè non c'è un elemento sul quale prendere decisione congiuntamente. Internet, come rete libera scelta dagli esseri umani, tra varie altre reti chiuse disponibili, offre oggi nuove possibilità per esercitare, non solo il diritto alla conoscenza, ma anche: ad educarsi ed educare, a dare e ricevere informaizoni, a comunicare con, ed essere comunicati da, gli altri, in un'autentica comunione della conoscenza. La formazione di comunità virtuali, come quella del movimento del software libero, che costituisce lo strumento culturale di quest'era, che ha costruito ed è stato costruito da Internet, e che dimostra che si può creare in libertà, è solo l'inizio dei cambiamenti che si producono collegando le persone senza limiti. Proibire agli esseri umani di diffondere solidalmente la propria conoscenza, perchè altre persone hanno diritti su questo, comporta il rischio di rafforzare la povertà con le profonde disuguaglianze di accesso alle nuove tecnologie che già hanno determinato una divisione digitale e un nuovo tipo di analfabetismo. Uno sviluppo completo della società della conoscenza libera sorge dalla piena vigenza di questi diritti mediante l'uso libero di tutte le possibiltà offerte da Internet.

(8) E' necessario modificare il diritto La legislazione del diritto d'autore, dei brevetti e tutti i monopoli legali sulle creazioni intellettuali deve incentivare la diffusione della conoscenza. I cambiamenti tecnologici hanno fatto si che i sistemi che incentivavano questa diffusione oggi la frenano. Il quadro giuridico vigente, consolidato nell'era industriale col fine di favorire la diffusione dell'informazione e della conoscenza, è oggi anacronistico ed ingiustificato. Impedire il flusso di un'informazione, che si attiva ogni volta che un essere umano che la conosce decide di diffondere la sua espressione in libertà, pregiudica gli esseri umani e la società, e beneficia solamente interessi particolari e minoritari (che non necessariamente coincidono con quelli degli autori).