Intervento di Giovanni Santese

Da FrontiereDigitali.

L'Innovazione necessaria: Creatività, Cooperazione, Condivisione

Convegno: 28 marzo 2006 - h. 18.00 - 23.00

Centro Congressi d'Ateneo Università di Roma - La Sapienza - via Salaria 113, Roma


Fronte Popolare per la Musica Libera


L'Arte non é una Merce

In due anni di Fronte Popolare abbiamo avuto modo di analizzare diverse problematiche legate alla produzione, alla distribuzione e alla fruizione della cultura nel nostro paese.

Ci sentiamo di difendere la possibilità di scaricare i brani e di scambiarli attraverso il sistema del Peer To Peer (P2P).

Ci sentiamo di voler promuovere l'utilizzo e la cultura delle licenze copyleft come le creative commons.

Ci sentiamo di voler richiedere la cessazione del monopolio della SIAE, che in alcuni suoi aspetti arriva a generare situazioni assolutamente paradossali (peraltro oggetto di analisi da parte nostra e della rete delle libertà digitali proprio in queste settimane)

Ci sentiamo di sostenere la cultura dell'innovazione tecnologica, della democraticizzazione dell'informazione, delle radio libere, dell'abbattimento del carico fiscale sulla cultura, dell'abbattimento dei costi per produrla.

Sentiamo di voler sperimentare nuove forme di diffusione e di distribuzione della cultura, sentiamo di volerla sottrarre dal giogo del mercato, che la sta equiparando ad una semplice merce, con dei risultati disastrosi; sentiamo di voler utilizzare per questo le tecnologie offerte da internet. Abbiamo incontrato ostacoli che sono principalmente culturali, quindi mediatici e a seguire - appunto - politici.

Sul P2P

E' stato ripetutamente detto che il P2P danneggia gli artisti. Il decreto urbani equipara il download di un brano in mp3 ad un vero e proprio furto. E' stato detto che la cosiddetta "pirateria" sta distruggendo il mercato discografico. Tutte queste affermazioni, a nostro giudizio, sono assolutamente false. Il P2P aiuta gli artisti, perché li fa conoscere e permette loro di comunicare e di allargare la cerchia degli affezionati.

Il cd, nell'era della banda larga, é un oggetto che va considerato con una nuova lente. I cd non vengono più venduti perché c'é la pirateria? No, i cd non vengono più venduti perché costano un occhio della testa e perché spesso non sono portatori di musica di buona qualità, dal momento che il mondo della grande distribuzione é legato al mondo dei network che é legato a quello delle major. Non tutti gli artisti possono entrare in questa cerchia ristretta. Chi lo fa, specie oggi, é costretto a sottostare ad una rigida "canonizzazione" del proprio lavoro artistico che spesso ne sminuisce ogni portata. Gran parte dei dischi di oggi sono brutti e costano tanto. E' ovvio che non si vendano! Ma chi se lo compra un cd di certa gente a 21 euro?

Ecco che conviene quindi accusare il P2P per delle colpe che sono invece da addossare solo ed esclusivamente ad una discografia ottusa e ormai costretta ad inseguire, invece che pronta a promuovere.

Ci troviamo quindi di fronte ad una situazione in cui la tecnologia sta portando all'innovazione, scardinando il vecchio sistema che legava l'artista al vinile prima e al cd poi. E come reagisce la politica? Con la repressione. Fino a 4 anni per chi lucra sulla violazione del diritto d'autore (decreto urbani), tasse "preventive" sui cd vergine (perché tu "potresti" commettere un reato! nel dubbio ci fanno pagare le tasse come se davvero violassimo il diritto d'autore).

Il P2P andrebbe legalizzato e regolarizzato. La risposta repressiva é di una miopia sconcertante. Il P2P non danneggia l'artista. Il vero affezionato comprerà comunque il cd originale dei suoi beniamini.

Una possibile riforma potrebbe muoversi in queste direzioni:

  1. permettere l'uso personale del file mp3, continuando a vietare severamente il download per fini di lucro, laddove l'artista non lo abbia espressamente concesso.
  2. inserire una tassa negli abbonamenti per la banda larga che costituisca una sorta di fondo cassa mondiale da ripartire in base al numero dei download DIRETTAMENTE agli artisti. In questo caso andrebbe riformato il sistema del P2P, sfruttando i codici che identificano con certezza un brano, associandolo ad un artista in maniera inequivocabile. Altro che danno per l'artista!
  3. Permettere lo scambio e il download di un file coperto da diritto d'autore, laddove l'autore stesso lo permetta esplicitamente. Oggi le due cose non sono possibili: non é possibile essere detentori del diritto d'autore e, al tempo stesso, fare si che i propri brani circolino liberamente nella rete. L'ostacolo si chiama SIAE.

Sul Diritto d'Autore

L'esercizio del Diritto d'Autore é sacro e inviolabile, così come sacra e inviolabile sono la paternità e la proprietà intellettuale dell'opera. Su questo punto ci sentiamo di esprimere con forza il punto di vista degli artisti riuniti nel FPML, anche a costo di distinguerci da altre forze che stanno collaborando alla rete delle libertà digitali.

Preso atto di questo, però, il discorso si sposta sulla possibilità o sull'obbligatorietà di tale diritto. A nostro giudizio l'autore deve sempre e in ogni momento disporre del proprio diritto in ogni sua parte. Se l'autore lo ritiene opportuno il diritto deve poter essere limitato o modificato secondo le sue esigenze. Il diritto d'autore appartiene all'autore e basta.

Se l'autore vuole permettere il file sharing della sua opera deve poterlo fare.

Se l'autore vuole rinunciare al conteggio del diritto all'atto di richiedere i bollini SIAE per la stampa di un disco di sue opere, deve poterlo fare (e non sono dettagli, visto che "grazie" al diritto tale bollino levita da 3 centesimi - tassa statale obbligatoria per tutti - fino ad oltre 50 centesimi per bollino)

Se l'autore non vuole che gli siano ripartiti diritti per l'esecuzione e per l'ascolto di un suo brano deve poterlo fare (facciamo l'esempio di un concerto di beneficenza, dove vuole sollevare gli organizzatori dall'onere di pagare i diritti)

Esiste una lunga casistica di situazioni che mostrano chiaramente come oggi più che di diritto sia lecito parlare di "obbligo" d'autore. A nostro parere é giusto che sia l'autore a decidere in che modo e quando la sua opera deve essere tutelata.

Inutile dire che oggi tutto questo non é neanche lontanamente possibile. E' inutile dire che chi impedisce tutto questo é la SIAE che detiene e stabilisce la regolamentazione del diritto d'autore. La situazione può essere risolta in due modi: o la siae resta com'é, ma le si sottrae il monopolio del diritto d'autore, permettendo la nascita di altre associazioni analoghe (come avviene negli altri paesi) o si riforma in profondità tale società.

Si é anche parlato di un altro aspetto del diritto d'autore. Qualora l'artista scegliesse di continuare ad utilizzare la forma restrittiva di tale diritto, ossia il copyright, sarebbe pensabile permettere delle possibilità di libero utilizzo di tale opera. Stiamo parlando del cosiddetto "fairy use", ossia dell'utilizzo dell'opera per scopi didattici o di miglioramento sociale.

I nostri Obiettivi e come raggiungerli

Come accennavamo il problema é politico, ma é principalmente culturale e mediatico. La politica di oggi fa un po' come le case discografiche di cui parlavamo prima: tende ad inseguire. Noi crediamo fortemente nella gigantesca forza dell'associazionismo popolare che é immerso nei problemi del paese perché li vive tutti i giorni. Crediamo in tale forza perché non mira alla conquista del potere, ma al suo semplice sfruttamento. La rete non é un partito. La rete é popolo consapevole.

Il nostro obiettivo é quello di analizzare le problematiche e di farle conoscere, sollevandole anche di fronte a quella politica che é ancora disposta ad ascoltare chi in teoria dovrebbe rappresentare: i cittadini. Il nostro obiettivo é quello di sperimentare sempre e comunque, forme diverse, innovative e sostenibili di produzione, fruizione e distribuzione della cultura. Il nostro obiettivo é quello di costruire una casa, o meglio una rete, di soggetti che la pensano come noi, che hanno la nostra stessa voglia di innovare e che non si arrendono di fronte al deprimente spettacolo che ogni giorno i media ci propinano. L'Italia non merita tanta bassezza e tanta povertà. E se il potere ha trovato nella televisione un arma sufficientemente forte per abbonire e imbrogliare milioni di persone, noi ne troveremo una ancora più forte per spiegare a tutti come stanno realmente le cose:

l'arma dell'associazionismo, della cooperazione e della rivoluzione tecnologica al servizio di tutti!

L'ARTE NON E' UNA MERCE

Intervento di

Giovanni Santese - Fronte Popolare per la Musica Libera