Intervento di Cristiano Corrado

Da FrontiereDigitali.

L'Innovazione necessaria: Creatività, Cooperazione, Condivisione

Convegno: 28 marzo 2006 - h. 18.00 - 23.00

Centro Congressi d'Ateneo Università di Roma - La Sapienza - via Salaria 113, Roma


Mutua Studentesca


Stati Generali dell'Innovazione

Nel provare a dare un contributo al confronto di oggi sulla società dell'innovazione e della conoscenza penso che sia utile procedere ad un inquadramento storico sociale delle nostre riflessioni.

Ragionare di società della conoscenza e dei saperi, dell'innovazione e di diritti dei cittadini di questa società significa affrontare una discussione di carattere e di portata storica, ragioniamo del presente e del futuro con la piena consapevolezza che stiamo operando una sostituzione dei paradigmi di riferimento e analisi della società, con nuove categorie, nuovi soggetti, nuovi strumenti e forse nuovi obiettivi.

L'unico elemento di continuità rispetto al passato é costituito dalla costante tensione verso l'orizzonte dell'emancipazione individuale e collettiva, della costruzione di una società libera ed egualitaria, un macro obiettivo che nelle sue articolazioni specifiche assume connotati particolaristici fortemente innovativi, tanto da influire sul livello dell'obiettivo generale ridefinendolo continuamente.

Viviamo in una società in trasformazione, definita da qualcuno, riprendendo l'espressione di Polanyi, una seconda "Grande Trasformazione", figlia delle contraddizioni del capitalismo cognitivo, in cui i detentori del potere, soprattutto economico, tornano a fare ricorso al potere politico, affidando agli apparati coercitivi dello stato il compito della regolazione autoritaria dell'economia e del conflitto sociale.

Al centro di questa trasformazione ci sono le nuove figure sociali del sapere e del lavoro, i produttori di conoscenza. Emerge un eterogenea soggettività che difficilmente può essere definita rispetto ai canoni classici delle classi e delle categorie che tuttavia é accomunata da bisogni, diritti e obiettivi convergenti, che non riesce a trovare spazi di rappresentatività e comune rivendicazione.

In tal senso é importantissimo guardare al movimento che durante quest'autunno é riuscito a portare in piazza non solo soggetti apparentemente diversi tra di loro, (dagli studenti medi ai lavoratori dello spettacolo, passando dagli studenti universitari ai precari della ricerca), ma é riuscito soprattutto a portare in piazza la questione della società della conoscenza operando primo passo verso l'opera di ricomposizione sociale dei soggetti produttori di conoscenza.

Anche per dare risposta alle sollecitazioni del popolo del 25 ottobre, ci stiamo muovendo con l?unione degli Universitari e l'Unione degli Studenti verso la costruzione di una nuovo soggetto : la Rete studentesca nel quale abbiano cittadinanza queste rivendicazioni e questi problemi.

Su scala minore é più o meno quello che sta avvenendo in questi giorni in Francia, con le imponenti manifestazioni di studenti e lavoratori uniti nel comune rifiuto della precarietà. Quella precarietà che si insinua nella vita delle persone non solo nella fase di inserimento nel mondo del lavoro, ma molto prima, nel momento in cui gli individui si trovano a dover scegliere il proprio percorso formativo. La questione, a nostro parere, si articola in termini di accesso ed é quindi fondamentale mettere in campo un complesso di politiche che garantiscano un accesso reale e paritario agli strumenti di produzione, consumo e condivisione della conoscenza. A cominciare dal reddito e da politiche redistributive della ricchezza, ma anche politiche di sostegno ai consumi culturali, di tutela ed incentivo dell'attività di ricerca (di base e applicata), di promozione dei processi di produzione libera e condivisa di saperi (intesi, in senso ampio, come un insieme di capacità e eterogenee di informazioni, conoscenze e culture) e soprattutto politiche di rimozione degli ostacoli che impediscono la libera circolazione e condivisione della conoscenza.

E quindi, in primis, fermare i processi di mercificazione e rifiutare le logiche di privatizzazione dei saperi. Attualmente mercificazione dei saperi significa soggiogare i diritti e gli interessi di tutti agli interessi economici di coloro i cui margini di profitto dipendono dalla scarsità di informazioni e conoscenze. Per dirla con Gorz: l'economia della conoscenza e l' economia capitalistica classica diventano incompatibili, il valore di scambio della conoscenza diventa coercitivamente legato alla limitazione della sua libera diffusione, per esempio attraverso l'imposizione di brevetti e copyright. Senza di loro, niente "capitale cognitivo". I grandi benefici potenziali della libera circolazione e produzione dei saperi, quindi, sono subordinati a beneficio esclusivo del margine di profitto.

Bisogna sovvertire questa logica, slegare i processi innovativi dai meccanismi funzionali alla produzione e al mercato e affermare che il sapere é un bene comune e come tale va considerato e tutelato. La nostra non é una battaglia neocorporativa a tutela di una più o meno ristretta cerchia di cittadini ma la costruzione di una nuova società fondata su un nuovo paradigma che trova al centro diritti, partecipazione, democrazia e uguaglianza.

Da parte nostra, all'interno del percorso del sindacato studentesco, intendiamo organizzarci per strutturare e autogestire servizi, attività e campagne che promuovano o determinino la rimozione di questi ostacoli. Attraverso pratiche mutualistiche vogliamo favorire il processo di formazione e messa in relazione di reti che tendano alla creazione ed alla diffusione di forme di sapere libero, questo a partire dai nostri luoghi: scuole, università, centri servizi e spazi aggregativi.

Il nostro impegno nasce con la costruzione di opportunità e alla fornitura di strumenti che possano garantire un reale accesso alle conoscenze. Partiamo dall'utenza e dai nostri consueti corsi di informatica tenuti da studenti e hackers o dagli internet point dei nostri centri servizi in cui gli studenti incominciano a familiarizzare con il sistema operativo GNU- Linux e con i free software come Gimp, OpenOffice o Gaim, ma vogliamo arrivare ad agire sul piano della produzione dei saperi, svincolandola, come detto, dalle logiche delle virtual enclosures e liberandola dalle maglie del mercato.

Alcuni obiettivi concreti e realizzabili attraverso un lavoro di rete possono essere:

  1. La costruzione di una mediateca libera in cui trovare appunti, dispense, tesi di laurea pubblicate in copyleft, ma anche racconti, videorepotage, cortometraggi e brani musicali;
  2. La compilazione collettiva da parte di studenti e giovani ricercatori delle sezioni incomplete di wikipedia;
  3. La fornitura di laboratori multimediali autogestiti nelle scuole e nelle università con computer assemblati dalle associazioni di Trashware;
  4. La distribuzione di cd per l'installazione di Linux e altri software liberi

Sul piano delle informazioni intendiamo pubblicare opuscoli informativi sulle licenze copyleft e creative commons, creare sportelli informativi nei nostri centri servizi, nelle scuole e nelle università, organizzare incontri, seminari ed eventi sul modello dei "Linux Day", naturalmente in rete con i LUG e gli hacklab presenti sul territorio.

Infine penso sia doveroso accennare ai passi che abbiamo mosso sul fronte della difesa della privacy contro il decreto Pisanu. Nei nostri centri servizi abbiamo tentato di sensibilizzare gli studenti sulla reale portata di una normativa che in maniera sempre più pervasiva ed opprimente invade il campo delle liberta individuali provando a restringere il campo aperto e democratico della Rete. Non é una questione tecnica! Il web viene considerato uno spazio pericoloso perché difficilmente controllabile, in nome della sicurezza ci viene chiesto di rinunciare a diritti fondamentali come quello della privacy. Noi rifiutiamo questa logica, non é riducendo al minimo i diritti e le libertà che si raggiunge la sicurezza, ma al contrario attraverso la costruzione di un mondo di pace e solidarietà.

A chi vuole che la società del domani sia la società del controllo risponderemo sempre che il nostro orizzonte é la società democratica della conoscenza globale, in cui culture, identità, saperi, libertà e diritti siano frutto della condivisione e dell'integrazione.

Intervento di

Corrado Cristiano - VicePresidente Nazionale Mutua Studentesca