FPML - Parte Terza

Da FrontiereDigitali.

PARTE TERZA

I Progetti realizzati dal FPML e quelli in via di realizzazione

Dopo aver criticato un mondo che non ci piaceva, dopo aver capito quale poteva essere una reale alternativa, dopo averla dotata di strumenti e contenuti, venne anche per noi il momento di mettere tutto questo alla prova, per vedere se si stava parlando di principi realmente applicabili ad aspetti concreti e se davvero c’era coerenza e giustizia nella nostra intuizione iniziale.

Abbiamo così iniziato a programmare la nostra attività, concentrandoci di volta in volta su un pacchetto di progetti raccolti in una serie di "piani esecutivi" varati dal collettivo. Dalla nascita del FPML ne sono stati redatti tre. Tutto questo materiale è documentato sul sito, dove, nei limiti del possibile, è anche spiegato come siano stati realizzati i vari progetti. Perché di progetti ne abbiamo realizzati. É con non poco orgoglio che, ora, ve ne possiamo parlare in queste pagine.

Concerti e Spettacoli dal Vivo

Il FPML nasce sui palchi. Una delle sue primissime attività - siamo nel Marzo 2004 - è proprio quella di attivarsi per restituire dignità ai gruppi che suonano. Il manifesto del FPML è una vera e propria dichiarazione di guerra nei confronti di certi locali (e certi localari) che si comportano come negrieri nei confronti sia dei grup­pi che suonano sia del pubblico che va a vederli.

Il FPML, quindi, ha suonato solo laddove sono state assicurate delle condizioni fisse: rispetto morale ed economico per i musicisti, rispetto morale ed economico per il pubblico, capacità di costruire un evento di un certo livello, in grado di mettere gli artisti in condizione di esprimersi più che dignitosamente.

Forti di questo principio e della rete solidale su cui poteva contare, il FPML ha organizzato decine di eventi, quando non è stato invitato per aver destato l’interesse di organizzatori sensibili alle sue tematiche, auto­gestendo ogni aspetto relativo alla struttura necessaria per preparare, eseguire e pubblicizzare uno spetta­colo. Fonica, grafica, pubblicità e gestione dei rapporti con gruppi e locali sono stati intera­mente seguiti dagli stessi artisti del FPML, che a volte – come è giusto che sia – sono finiti sui palchi allestiti da loro stessi, mentre in altre occasioni hanno messo a disposizione di tutti il frutto del loro duro lavoro. Nel­l’autunno del 2006 il FPML ha raggiunto l’importante risultato di gestire contemporaneamente due rassegne quindicinali in due differenti locali di Roma, portando su questi palchi diversi gruppi conosciuti in anni di attività.

Questo aspetto della vita del FPML è documentato sul suo sito internet

Radiattiva: La Radio Libera del Fronte autogestita dagli artisti

Uno dei problemi più difficili da risolvere, una volta creata una realtà che ci sembrava avere qualcosa da raccontare, è stato quello di riuscire a comunicarla al prossimo, spiegando in cosa consistesse il progetto "Fronte Popolare" ad un pubblico che fosse possibilmente vasto. Radio, giornali e altre associazioni ci hanno sempre aiutato a diffondere un messaggio che, dobbiamo dirlo, ha spesso riscosso un’immediata simpatia, facilitando notevolmente il nostro intento.

Però, e questo era evidente, avere una risorsa nostra, come una radio del Fronte, sarebbe stata tutta un’altra storia. Una cosa è chiedere parte di uno spazio a qualcuno che può essere interessato a sostenerti, una cosa è avere uno spazio tutto tuo, seppur nelle difficoltà di doverlo far conoscere partendo da zero.

Solo 5 anni prima non sarebbe stato possibile realizzare questo sogno. Ma nel Febbraio del 2005, quando Radiattiva iniziò le trasmissioni, la connessione veloce a internet, la cosiddetta "banda larga" (ossia l'ADSL o la fibra ottica) era già una realtà sostanzialmente affermata nel nostro paese e fu utilizzata come pilastro per la nostra iniziativa.

La radio libera del Fronte Popolare nasce così su internet, utilizzando a pieno quegli strumenti digitali e telematici a costo zero a cui ci eravamo rivolti tempo prima in linea sostanzialmente teorica.

Bastava ingegnarsi un po’, bastava riciclare, riutilizzare, scaricare, leggere un po’ qua e un po’ là, ed ecco che la radio venne su nell’arco di pochi mesi. Fu sufficiente un computer collegato a internet, qualche programmino e un microfono, laddove dieci anni prima sarebbe servito un costoso studio con strumentazione analogica e una costosissima licenza in FM. La rivoluzione democratica dell’era digitale era tutta in quella piccola stella gialla che iniziò a trasmettere i brani dei gruppi che sempre più numerosi ci stavano scrivendo.

Ciascuno fece la sua parte e la soluzione cooperativista dimostrò tutte le sue potenzialità. Il progetto fu letteralmente "inventato" in un arco di tempo molto breve e senza tirare fuori una lira, grazie alla buona volontà di tutti, coordinata verso una causa comune.

Era nata una nuova realtà a metà strada tra "radiofreccia" e "matrix", viva più che mai. In breve comparvero dj, proposte, ascoltatori e trasmissioni, fino a poter organizzare la programmazione in un vero e proprio palinsesto. Con Radiattiva era anche possibile trasmettere eventi in diretta, al punto che partì la sperimentazione della diffusione dei live organizzati dal Fronte.

Alla casella di posta elettronica della radio bussarono decine di realtà diverse. Fu solo allora che ci accorgemmo davvero della portata dell’alternativa e del mondo "sommerso", fu solo allora che lasciammo il nostro piccolo porto universitario e cominciammo ad accogliere e ad essere accolti da altri soggetti. In Italia c'era un intero universo di proposte in alcuni casi straordinarie, che iniziarono a puntare sulla radio che era a sua volta diventata un "nodo" nella rete musicale.

Nel Marzo del 2005 Radiattiva veniva presentata in un locale romano che aveva accolto con entusiasmo il progetto. Il locale stava al numero 15/c di via Libetta, a dieci metri dalla ferrovia per Ostia e a un chilometro dalla famosa università, nel quartiere San Paolo; era il Linux Club.

Dall'8 Febbraio del 2005, Radiattiva non ha mai cessato di trasmettere musica e contenuti che difficilmente possono essere reperiti altrove. In questo stesso momento, mentre leggete queste righe, il suo server sta trasmettendo in tutto il mondo l'essenza stessa di quelle intelligenze che il mercato aveva condannato al silenzio.


Ecco la presentazione della radio, lanciata allora su decine di siti e portali, tuttora reperibile sul suo sito internet (www.fpml.it/radiattiva):

"Questa è la pagina di Radiattiva, la web radio del Fronte Popolare per la Musica Libera; uno spazio libero, creato con il frutto del lavoro di gente libera. Attraverso trasmissioni, interviste e passaggi radiofonici, la radio cercherà di tracciare uno spaccato della realtà della musica originale oggi in Italia, dei suoi problemi, delle sue aspettative e delle sue speranze.

Si tratta di una "radio libera" completamente autogestita dai ragazzi del Fronte, che la animano con passione e spirito cooperativo. Uno spazio aperto anche a voci esterne al FPML; uno spazio costruito dal popolo e per il popolo. Una radio di tutti, una radio drasticamente diversa da quelle che oggi intasano l’etere, una radio che passa i suoi microfoni per le strade, nelle salette, tra i banchi delle scuole e delle università, ne raccoglie l’atmosfera e le impressioni e prova a dare voce ad un mondo tutt’altro che piccolo e secondario. Un mondo dove l’arte non è un merce."


"http://www.fpml.it/radiattiva/radiattiva-piccolo.gif"

La sezione letteraria

Spesso, in queste pagine, abbiamo parlato di musica riferendoci alla battaglia del FPML. In realtà è bene ricordare che quello musicale è solo uno dei molteplici campi in cui il problema culturale si manifesta. Cosa dire allora del teatro, della letteratura, dell'arte grafica o fotografica, del cinema? Le esigenze di espressione sono tante e tante sono le problematiche che si possono incontrare.

Nell'autunno del 2004 il FPML inaugurava la sua sezione letteratura, incaricata di dare spazio agli scrittori che cercavano uno spazio e un punto di aggregazione. Col tempo questo spazio si è ingrandito e in futuro si spera che potrà portare ad una vera e propria pubblicazione, ovviamente in Creative Commons.

Info: http://www.fpml.it/letteraria/

"Liberalarte! 2": un esempio di "Autoproduzione Associata"

"Liberalarte! 2" rappresenta probabilmente uno degli atti più alti e completi che il FPML ha portato a termine fino ad ora. Il suo progetto era stato pensato già nell'autunno del 2004 (II piano esecutivo), ma la sua effettiva realizzazione avrebbe impiegato quasi un anno di lungo e costante lavoro. Nato come un'evoluzione di "Liberaralarte!", la prima compilation del FPML stampata alla buona, questo CD sarebbe diventato invece il luogo dove rendere concreta buona parte delle idee e dei concetti emersi durante l'attività del Fronte Popolare. "Liberalarte! 2" E' il Fronte Popolare: la sua realizzazione, le sue licenze, il suo costo, le sue forze, la sua diffusione, tutto è riconducibile ad un concreto e diverso modo di fare cultura.

La compilation è stata presentata il 29 Ottobre 2005, al Linux Club, che ha sostenuto parte delle spese del disco.

Tutto il progetto è documentato sul sito del FPML a questo indirizzo: http://www.fpml.it/liberalarte/LA2.htm.

Per spiegare cos'è davvero "Liberalarte! 2" è sufficiente riportare le note di produzione scritte in occasione dell'uscita del disco. Si tratta del biglietto da visita di un lavoro che, tutt'ora, per come si sviluppa, rappresenta forse un caso senza precedenti nella storia della discografia italiana.

"http://www.fpml.it/manifesto-ottobre-2005-FPML.gif"
manifesto di presentazione di "Liberalararte! 2" - Ottobre 2005

Il progetto LIBERALARTE!

"Liberalarte! 2" è un disco "sperimentale", realizzato grazie alle forze del Fronte Popolare per la Musica Libera (www.fpml.it), della sua webradiolibera "Radiattiva" (www.fpml.it/radiattiva) e del prezioso contributo dell’associazione "Linux Club Italia" (www.linux­club.org).

Si tratta di una compilation composta da 17 interventi, frutto di un’autoproduzione associata dei vari artisti che la animano. Questa autoproduzione si basa sul principio cooperativo, vero punto di forza di tutto il progetto frontista che è alle sue spalle.

Il Fronte Popolare per la Musica Libera, infatti, si batte per sperimentare concretamente forme diverse e sostenibili di produzione e diffusione della cultura, che poggino sulla cooperazione di base degli artisti e che mirino a ribilanciare i rapporti tra mercato ed arte, a favore di quest’ultima.

"Liberalarte! 2", inoltre, è stata rilasciata con delle licenze sperimentali "copyleft", denominate Creative Commons, che mirano a ricondurre all’autore di un’opera il diritto di decidere quali possano essere i limiti e le modalità della diffusione di questa opera. Chi acquista questo cd è quindi libero di "riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire o recitare l'opera", come espressamente citato nella licenza in questione. "Liberalarte! 2" è un cd audio originale a tutti gli effetti, dotato di regolare (e costoso) contrassegno SIAE, reso obbligatorio dalla legge. Il suo costo, tuttavia, non è di 21 euro, come avviene per i normali cd "originali", ma di soli 4 euro, a dimostrazione di come sia possibile distribuire la cultura anche a prezzi accessibili. "Liberalarte! 2" viene distribuita con lo stesso principio cooperativo che ne ha permesso la pubblicazione.

Saranno gli stessi artisti, infatti, a diffonderne il progetto e il messaggio, provando, anche in questo caso, a battere strade nuove o poco percorse nel tortuoso cammino che in questo Paese porta alla diffusione della cultura.

Riteniamo che la battaglia per una cultura libera, indipendente, autogestita e "popolare" sia oggi un passaggio necessario per mantenere e sostenere in questo nostro Paese un tessuto culturale e sociale dinamico, innovativo ed in grado di offrire e divulgare le riposte che il nostro tempo chiede.

"Liberalarte! 2", nel suo piccolo, è un atto concreto, che inizia e finisce con una profonda coerenza. Il suo esempio può essere seguito da chiunque lo ritenga opportuno. Speriamo davvero che questo possa avvenire.

L’ARTE NON E’ UNA MERCE.


La distribuzione "equa e solidale": il progetto del sistema distributivo reticolare (S.D.R.)

Quello della distribuzione è uno dei problemi più complicati da risolvere nel ciclo della produzione della cultura. Produrre non è impossibile, ciò che davvero fa la differenza però è riuscire a far circolare il proprio lavoro, ossia renderlo disponibile, trasformarlo da un pensiero personale a una reale proposta pubblica.

Utilizzando i principi e gli strumenti che hanno contraddistinto la storia del FPML, stiamo lavorando ad un progetto di distribuzione alternativa che è ancora in via di sviluppo e che si chiamerà "Sistema Distributivo Reticolare" (SDR).

Il cardine di questo sistema è, ancora una volta, il meccanismo cooperativo. L'idea è quella di coordinare una rete di punti vendita da ricercare principalmente nella costellazione del mondo del commercio "equo e solidale" che acquistino a prezzi bassissimi i lavori pubblicati dal FPML. Non una somma di conti vendita, ma una trama di acquisti medio piccoli a prezzi ribassati condotta dai gestori delle botteghe. Il commerciante rivenderà, poi, nel suo negozio, il prodotto ad un prezzo sempre estremamente contenuto, che non dovrà superare i 5 euro. Farà questo perché il prodotto proposto dal FPML avrà tutte quelle caratteristiche proprie di un bene realizzato secondo un modello "equo e solidale". Come il caffè raccolto senza sfruttamenti, il materiale frontista sarà interamente controllato dagli stessi artisti, senza "sfruttatori" e terzi, fatto che renderà possibile un costo molto contenuto e un'etica commerciale assolutamente innovativa rispetto a quella di un disco normale e, probabilmente, depositaria di quel valore aggiunto, di quella dimensione umana, che è nostro preciso obiettivo riuscire a calare nel mondo culturale. Un disco "equo e solidale" è un lavoro in cui tutti i proventi vanno agli artisti che, in cambio, offrono la loro creazione a prezzi decisamente inferiori a quelli del circuito tradizionale.

In questo modo tutto il peso della distribuzione di migliaia di copie, insostenibile per un solo soggetto che ha a disposizione poche risorse e vuole mantenere basso il costo del suo lavoro, sarà ripartito tra centinaia di piccole realtà, rendendo concreta questa possibilità, senza alterare la qualità dell'offerta.

Al fianco delle botteghe del commercio equo e solidale si muoveranno di pari passo gli stessi artisti autori dell'opera (che probabilmente sarà la futura "Liberalarte!3", prossima compilation del FPML, facilmente individuabile come il soggetto di questo progetto pilota), che si comporteranno a loro volta come tanti punti vendita. La moltiplicazione delle piccole forze porterà così, se coordinata dal FPML – vero cervello del SDR – alla creazione di una forza imponente, dispiegata su scala nazionale e prima impensabile sia da una realtà piccolo associativa come il FPML, sia da una qualsiasi realtà che viaggi a costi estremamente ribassati.

Il SDR sarà invece la prova che è possibile proporre musica a prezzi bassi, così come è possibile distribuirla, senza per questo andare in perdita, sia economica che qualitativa. Ancora una volta il trucco si ha inserendo un nuovo elemento nel freddo meccanismo del mercato. Questo meccanismo si chiama "condivisione": fa perno sulle idee e sulle persone facendo del denaro un mezzo e non un fine.

RADIO COMMONS PEOPLE

Nella primavera del 2007 il FPML ha progettato e condotto una trasmissione radiofonica sulle frequenze di Radio Città Aperta, storica emittente romana, dedicata alle tematiche del diritto d'autore e delle sue prospettive, realizzata in collaborazione con la Free Hardware Foundation.

Nel corso delle cinque puntate, condotte da Gianluca Bernardo e Andrea Ruggiero, si è parlato del sistema operativo GNU/LINUX, di copyright e copileft, di SIAE, di P2P e si è concluso presentando la compilation Liberalarte!2 nella veste di alternativa concreta. Tutto il progetto è documentato con audio e video scaricabili dal sito internet del FPML

La petizione on line "L'Arte non é una merce!"

Fin dai primi mesi di vita del movimento, molti soggetti si sono interessati alla nostra attività, scrivendoci lettere, telefonandoci, proponendosi in vario modo. Non sempre è stato possibile garantire delle risposte adeguate per il semplice fatto che lo stesso FPML non aveva tutti i mezzi per coordinare un tale sforzo relazionale.

Nel Marzo del 2006 abbiamo lanciato una petizione on line che rispondesse all’esigenza di offrire un luogo dove chiunque potesse esprimere la sua vicinanza alle idee sostenute nel movimento. Una sorta di adesione "soft" laddove la coordinazione di grandi numeri di soggetti e realtà si stava prefigurando come un passo difficile. A volte non bastano delle braccia vogliose di lavorare, serve anche uno sforzo per coordinarle, sforzo che si moltiplica se si vogliono fare le cose con coerenza, dando sempre la massima importanza all’aspetto umano di chi decide di sostenere questa battaglia.

Nasceva così "L’arte non è una merce!", un mini manifesto di sei punti che racchiudesse l’essenza stessa del movimento.

Riportiamo quanto pubblicato all’indirizzo http://www.fpml.it/PETIZIONE.HTM

Le adesioni sono e resteranno aperte ancora per molto tempo. Siete i benvenuti, quindi.

E' possibile aderire al pensiero del FPML semplicemente firmando e sostenendo questa semplice dichiarazione di principio che è un po' un riassunto delle conquiste e delle tematiche affrontate in due anni di battaglie frontiste.

..::: L’ARTE NON E’ UNA MERCE! LIBERA PETIZIONE ONLINE :::..
  1. Il mercato è un mezzo, non il fine dell’arte: l’arte non è una merce.
  2. Affermazione della cultura della solidarietà e della cooperazione tra gli artisti come strumento di lotta e come etica professionale.
  3. L’autore deve essere libero di decidere le modalità di diffusione della sua opera, sulla base di licenze libere come ad esempio le Creative Commons.
  4. Fine del monopolio della Società Italiana Autori ed Editori(S.I.A.E.)
  5. Ricerca e sperimentazione di sistemi alternativi di fruizione, produzione e diffusione della cultura avvalendosi dei mezzi forniti dall’autogestione e dal cooperativismo.
  6. Adozione di una politica di prezzi ribassati e nascita di un mercato equo e solidale del prodotto artistico che salvaguardi innanzitutto gli autori e il pubblico grazie al ridimensionamento o all’eliminazione del ruolo degli intermediari (case discografiche, mondo della distribuzione) che lucrano su questo tipo di attività.
  7. Raggiungimento del maggior livello possibile di collaborazione tra le realtà artistiche autorganizzate già esistenti come il FPML e pieno appoggio per permettere la nascita di nuove realtà analoghe, in vista dell’affermazione di un modello reticolare di diffusione delle tematiche sopra elencate.

Il nostro invito è quello di rimboccarvi le maniche e di utilizzare gli strumenti documentati in questo sito e sintetizzati in queste poche righe per dare vita a realtà analoghe a quella del FPML. Il futuro è nella creazione di una rete fatta di persone e di idee, contro cui nessuno potrà più nulla!

FPML – Comitato Esecutivo –Marzo 2006

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