Economia Digitale e Welfare dell'innovazione

Da FrontiereDigitali.

Economia Digitale e Welfare dell'innovazione

Coordinatore proposto: Oriana Persico

Si parlerà di

  • Reddito di Cittadinanza
  • Reddito di Formazione
  • Produzione immateriale
  • modello di business dell'Open Source (e del Copyleft)
  • Brevetti nel Software ( tema comune ad altri due tavoli) intesi come freno allo sviluppo di una economia dal basso

L'innovazione tecnologica porta con sé nuove modalità nell'organizzazione della produzione di merci e incide direttamente sulle forme del lavoro. L'effetto immediato di tali cambiamenti é evidente nella diffusione dei cosiddetti "Nuovi Lavori" che creano nuove dipendenze e un elevato tasso di precarietà....

Rationale

Oggi il ciclo produttivo scavalca le mura della fabbrica e si generalizza alla società tutta. La produzione é sempre più sganciata dalla prestazione fisica e tendenzialmente si configura come manipolazione di oggetti relazionali, intellettuali, tecnico scientifici, affettivi. Il lavoro si modula in un processo complesso che si fonda su una cooperazione sociale sempre più sviluppata e mostra la sua potenza in quanto incastrato in complesse filiere di reti sociali, in quanto somma di figure produttive fra loro tecnologicamente concatenate (Tiddi, Mantegna, 1999). Il lavoro diviene un bene scarso man mano che i processi di informazione e automazione, accompagnati da una politica della flessibilitù, permettono un gran risparmio della forza lavoro. Si rompe quel meccanismo lineare fra produttività e ricchezza e il lavoro necessario si riduce e viene malamente distribuito. Nasce da qui l'esigenza di ricostruire una società salariale in declino attraverso la generalizzazione di forme contrattuali atipiche: formazione lavoro, part-time, a termine, lavori socialmente e pubblicamente utili, lavoro interinale, l'espansione dei lavori servili, a cui si aggiunge l'incremento delle attività di autoreddito, i "lavoretti", il lavoro minorile. Ogni forma di garanzia e tutela dei lavoratori ne viene sconvolta.

E così anche la politica e la partecipazione...

NUOVI LAVORI I nuovi lavori sono il risultato del passaggio da una produzione di tipo fordista ad una di tipo postfordista.

La produzione fordista era caratterizzata dalla produzione di merci conseguente alla trasformazione di materie prime, merci standardizzate destinate all'obsolescenza, prodotte e commercializzate secondo una strategia di economia di scala ( il magazzino) a carattere nazionale e polarizzata sul territorio (la fabbrica che imprime il marchio al territorio).

Questa forma di produzione si fondava su una cultura della crescita illimitata da una parte, e sul dualismo tra fabbrica e atto produttivo, un dualismo che fondava le forme del conflitto e dell'identità sociale affermando allo stesso tempo il primato della razionalità tecnica su ogni sfera del sociale.

Al contrario il Postfordismo si caratterizza per un tipo di produzione basata grandemente sulla produzione di servizi e la trasformazione della conoscenza e dei saperi, per realizzare merci personalizzate ad alto tasso di specializzazione e decadimento temporale e distribuiti in tempo reale. Un tipo di produzione a carattere transnazionale che si fonda sulla cultura del limite in uno scenario dove é il primato delle reti di relazione ad affermarsi come fattore produttivo (al contrario del gigantismo della fabbrica e del precedente rapporto lineare fra sviluppo e crescita) e in cui le qualita' del territorio e la conoscenza implicita ed esplicita sono messe direttamente in produzione....